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Creato il 06/05/2026, 16:53 · Aggiornato il 06/05/2026, 16:53

Capitolo 12: The War Room

@andrealara_92S3pp
GeneraleIn corso
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I tacchi della regina Luna battevano come martelli sul cemento scuro del corridoio, scandendo l'urgenza che la portava, ancora una volta, verso la sala della guerra, nei sotterranei del palazzo di Solaria.

Faceva freddo in quel posto, la fata della luce s'irrigidì mentre la pesante porta doppia veniva aperta per farla entrare; una forte luce fatata trullava al centro di quella che era un'ampia stanza circolare dal soffitto a cupola.

L'interno era sobrio, pavimenti e pareti del colore della pietra, non vi erano orpelli o stemmi di nessun genere alle pareti e l'unico arredo degno di nota e l'ampia tavola rotonda che risiedeva direttamente sotto la sfera di luce.

Saladin era già accomodato su di una sedia semplice, alla destra di un altro scrano, la seduta reale.

I presenti nella stanza, la regina li contò, erano undici uomini, consiglieri, generali, cariche alte del reame.

"Vostra maestà." Ossequiò un uomo abbassando la testa in segno di rispetto e mostrando un forte principio di calvizie.

La regina alzò una mano in segno di assenso e l'uomo si spostò per permetterle di raggiungere la sua postazione.

Saladin si alzò.

Era poco più basso di lei, portava, come sempre, il suo bastone del color dell'oro, la testa di drago scolpita alla sua sommità lanciava continui riflessi sulle austere pareti.

Le porse la sua mano, e lei la accolse volentieri, come una vecchia amica.

"È passato molto tempo dall'ultima volta, regina Luna." Le sue labbra le sfiorarono le dita e la donna, che nonostante la corona, pur sempre donna era, gli sorrise.

"Occasione nefasta per ritrovarsi."

Quando la regina fu seduta, anche gli altri partecipanti a questo meeting improvvisato presto parte sulle sedie disposte attorno alla tavola in diligente silenzio.

La luce che proveniva dal centro della cupola illuminava solo in parte i loro volti e lasciava il resto della stanza in un denso buio.

"Vi ringrazio per essere qui oggi." Iniziò la regina.

"Ho richiamato voi rappresentanti della milizia e dei governi dei 7 regni per mettervi al corrente a proposito di alcuni recenti e misteriosi attacchi all'esercito di Solaria"

Un brusio scettico si alzò dai membri di questo consiglio improvvisato, Luna attese che tutti ebbero finito di dire la propria per continuare.

"Abbiamo indagato" aveva una voce forte, autoritaria.

"A seguito della comparsa della squadra Charlie, una piccola unità d'élite è stata mandata nella zona montuosa a nord del Quert per indagare."

I presenti erano in religioso silenzio, tutti gli sguardi sulla figura di quella donna che da sola deteneva tutto quel potere, che teneva nelle sue piccole mani il loto futuro.

"Non hanno fatto ritorno!"

Lo sconcerto si fece largo e riempì l'aria della stanza, uomo si portò una mano alla tempia.

"La squadra di Jenkins?" Osò un Colonnello ancora giovane.

"Jenkins, Habbot, Frink e Sparks." Rispose l'uomo alla sinistra della regina, il generale delle forze armate di Solaria, non che colui che l'aveva accolta.

"Li avete cercati?" qualcuno dall'altra parte della stanza si alzò e la regina riconobbe il tenente colonnello Frink, nonno del soldato d'élite Frink. Attualmente disperso.

"No, il... " la regina incespicò.

"Caporale Sparks." Assist de Generale al quale rivolse un breve sorriso.

"Il Caporale Sparks, lui... ha fatto ritorno." concluse Luna tenendo il mento ben alto davanti ai tuoi generali.

"E dunque? Cos'ha da dire il ragazzo!?" C'era un forte bisogno di risposte nelle parole del tenente colonnello Frink.

Calò il silenzio.

Il tenente colonnello tremava visibilmente, il suo sguardo puntato sulla regina.

"Parli!" Tuonò.

"Non è stato di alcun aiuto." Rispose il Generale alzandosi a sua volta dalla sedia.

"Quando lo abbiamo trovato era sotto shock, vaneggiava di una forza che aveva ucciso i suoi compagni." Una donna corpulenta dai folti ricci scuri si era alzata dalla sedia sul quale si era nascosta fino ad ora.

"Caporale Maraya Timotee..." La regina l'ammonì, e lei tornò al suo posto, in silenzio.

"Streghe del sangue?!" Chiese Frink ormai in evidente stato di shock.

"Non mi affretterei a trarre conclusioni così drastiche Tenente Colonnello." A parlare era un'uomo in giacca e cravatta, rappresentante ed ambasciatore di Zenith, un'uomo posato, sempre preciso, mai fuori luogo.

"Abbiamo trattato con la loro congrega, gli abbiamo concesso parte del territorio di Eraclyon, non saranno così stupidi da sputare su questa opportunità di ricostruire le loro discendenze." L'emissario di Eraclyon era un bell'uomo, muscoloso, e con una parlantina fin troppo fluida.

"Il ragazzo, possiamo vederlo?" L'ardore della terra di Andros si rispecchiava nella donna che rappresentava l'isola, pelle come l'ebano, folti ricci scuri, come quelli del caporale Timotee.

"Non è possibile, è sotto custodia, i migliori medici di Solaria si stanno occupando di lui da giorni." Rispose la regina.

Una donna magra e dalla pelle pallida si alzò lentamente, portava dei lunghi capelli neri che la facevano sembrare ancora più pallida, e sotto quella luce, quasi cadaverica.

"Hayleen..." Mugolò la regina, ma la fata alzò le mani avanti a sé e creò una bolla di energia.

Tutti si sporsero verso il centro del tavolo.

La sfera s'ingrandì fino ad occupare tutta la cona centrale, Generali e diplomatici si erano alzati per osservare la magia di quella potente fata.

All'interno della bolla un uomo giaceva a terra in posizione fetale, portava un semplice abito bianco, pantaloni e casacca, che strusciava sul pavimento producendo un rumore di sfregamento costante, sembrava cullarsi lentamente, le mani premute sulle orecchie.

"Come ho già detto... Non è in condizioni di vedere nessuno" Il tono della donna aveva preso un'inflessione decisamente stizzita mentre rivolgeva uno sguardo severo l'altra fata.

"Quello è Sparks?!" Il tenente colonnello Frink era sempre più sconvolto.

"Non Ha saputo darci molte informazioni.." Fu Saladin a prendere la parola.

Il neo-preside di Alfea si alzò tenendo il bastone con la testa di drago ben dritto accanto a se.

"Ha parlato di una forza invisibile che ha dilaniato i suoi uomini."

Luna posò il suo sguardo su tutti i presenti, uno alla volta, per leggere le loro espressioni.

"Dopo di che ha smesso di parlare. È in questo stato da giorni."

Un brusio si alzò lento dagli astanti, un leggero coro per accompagnare il continuo dondolio del caporale Sparks.

Tutti lo guardavano e lui dondolava, le mani ancora sulle orecchie.

"Una forza invisibile.." Il mormorio dell'ambasciatore di Zenith si fece chiaramente udibile.

Si mosse per prendere dalla borsa che portava un piccolo palpare, grande quanto u'agenda.

Quando lo accese, una luce verdognola si proietto sul suo visto.

"Le tecnologie di Zenith non hanno rilevato anomalie energetiche nel settore del Quert."

Le sue dita erano lunghe ed affusolate e picchiettavano sul palmare come a dare il ritmo ad una danza frenetica

"Se fosse stata magia oscura di alto livello, i nostri sensori avrebbero dovuto registrare un picco."

"I vostri sensori non vedono ciò che non comprendono, diplomatico," era la donna di Andros, la voce carica di un fervore vibrante.

"Ci sono forze antiche che non emettono 'frequenze'. Ci sono ombre.."

"Per favore Raven." Il tono della regina si era inasprito, guardava la donna dalla pelle color dell'ebano con un capisci severo, calò il silenzio.

"Non vi ho chiamato per discutere tra noi." Iniziò la regina.

Questo era un discorso ufficiale, e gli altri lo capirono, la donna aveva il mento alto e le spalle dritte, e passava i suoi occhi su di ognuno di loro.

"Vi ho chiamato per mettervi in guardia."

Posò il suo sguardo su Hayleen facendo un cenno verso la bolla.

"Voglio che ognuno dei presenti tenda le orecchie."

La bolla che mostrava il Caporare Sparks iniziò piano piano a rimpicciolirsi.

"Scomparse, morti sospette... ogni voce da ogni villaggio conta."

Pendevano tutti dalle sue labbra, come sempre, un impercettibile sorriso le increspò le labbra.

"Voglio essere informata su tutto." Concluse.

I presenti annuirono ossequiosi alla loro regina la quale si gonfiò il petto orgogliosa.

"Ci riuniremo ancora, non appena avremo altre notizie, se non dal caporale Sparks, dal resto del mondo magico."

Il consiglio si sciolse ed uno ad uno tutti i membri scivolarono fuori dalla sala della guerra, parlottando e facendo supposizioni.

La regina osservò l'ambasciatrice di Andros abbracciare la figlia e scortarla fuori.

Heyleen attese un momento, poi chinò il capo ed andò.

I tuoi ambasciatori, di Zenith e di Eraclyon uscirono discutendo a proposito di misure di sicurezza per questo genere di "incidenti"

I suoi generali stavano già immaginando possibili scenari di combattimento.

"Cosa pensi che sia?"Il professor Saladin era ancora al suo posto.

"Non lo so..." Ammise la regina abbassando la testa.

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