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Se si percorrevano in macchina o in autobus le lunghe e infinite strade del deserto del Nevada, non era insolito imbattersi nei classici diner che offrivano un caldo riparo, buon cibo — almeno il più delle volte — e benzina per ricaricare le macchine. Ve ne erano di ogni tipo: dai più umili, con una semplice facciata di vetro sporco, a quelli più appariscenti, con panini giganti o UFO sopra il tetto.
Uno di questi misteriosi ristorantini era diventato una leggenda locale, perché si diceva apparisse in zone diverse del deserto. Chi ci andava in cerca di lavoro, una volta finito, tornava sempre cambiato: il più delle volte in meglio e sempre con un sorriso in faccia.

Se all'esterno appariva come un modesto e polveroso edificio rettangolare, con sezioni blu e marrone calce e la scritta nera più mediocre della zona — Snacks and Gas — l'interno era molto più carino e curato.

Era piccolo ma accogliente, con una serie di tavoli dotati di poltroncine arancioni con una striscia nera al centro e tavolini grigi, ben tenuti, con un piccolo vassoio per i grissini, porta sale e pepe, tovaglioli e portacenere. Alla sinistra, invece, si trovava un lungo bancone con macchine del caffè, distributori di birra alla spina, di coca-cola e di una bevanda insolita con un'etichetta blu. Dietro, una piccola cucinetta da bar con frigoriferi, macchina per la granita e un lavandino.
Seduta dietro al bancone, con aria pensierosa, c'era una minuta e bellissima ragazza: volto tondo, nasino adorabile, occhi da cerbiatta e capelli castani raccolti in una treccia. Indossava un classico abito da cameriera blu e bianco. Il suo sguardo era perso nel passato e nel problema attuale che ancora non aveva risolto. Il suo passato... Clara lo ricordava bene, anche se ormai erano passati secoli.
Ricordava i suoi genitori, la morte di sua madre, la voglia di viaggiare che la accompagnava mentre sfogliava il suo libro preferito, Robin Hood. Ricordava il primo incontro con il Dottore, il suo alieno preferito che le aveva cambiato la vita. Ricordava la rigenerazione che l'aveva inizialmente destabilizzata, per poi rendersi conto di amare con tutta se stessa quella nuova versione. La morte di Danny, Missy, la sua stessa morte per colpa di un corvo d'ombra e la sua successiva "resurrezione", perché il suo Dottore non poteva accettare di vederla morire, a quello stupido non piacevano i finali...
Bloccata tra un battito e l'altro della sua vita e con un TARDIS a disposizione, ogni luogo e tempo dell'universo era alla sua portata. Inizialmente viaggiò con Ashildr e un'altra ragazza, ma poi decise che erano entrambe insopportabili — l'ex vichinga in primis — e cominciò a viaggiare da sola. Ogni tanto, tramite avvisi di lavoro, si trovava un nuovo amico.
Ricordava anche la sua ultima avventura, la più recente e forse anche la più strana, visto che coinvolgeva il multiverso. Enoch, i fratelli Winchester, la Tata, la versione più spaventosa del Guardiano... che doveva ammettere trovava incredibilmente attraente — sul serio, Eva era uno splendore — e allo stesso tempo inquietante, con quello sguardo quasi sempre omicida. Il soprannaturale non era proprio il suo campo, quindi era contenta di essere tornata nel suo universo di fantascienza, dove il soprannaturale esisteva, sì, ma senza esagerare.
<< Mi scusi ragazza >> una vecchia e saggia voce la riscosse dai suoi pensieri. Non aveva bisogno di alzare lo sguardo per capire chi fosse, visto che in fondo lo aveva inviato lei. Il Primo Dottore era sempre quell'ometto burbero ed edoardiano che ricordava... o meglio, che le sue eco ricordavano. Non voleva pensare al caos che erano state le altre se sparse nello spazio e nel tempo.
Il vecchio — anche se solo fisicamente, o forse no, considerando una voce in cui si era imbattuta che descriveva il Dottore come molto più vecchio di quanto tutti credessero — la stava osservando con la sua solita posa curiosa, tenendosi i lati della giacca con un'aria aristocratica. Con lui c'erano Susan Foreman e due persone che lei, in quanto ex insegnante della Coal Hill School, ammirava profondamente: Barbara e Ian. Avrebbe trovato il modo di parlare con loro in privato, ma non era il momento giusto, anche perché doveva ancora presentarsi.
<< Benvenuti >> si presentò lei.
<< Sei stata tu ad inviarmi il messaggio, Hmm? >> chiese il Dottore, ricevendo subito la conferma di Barbara, che annuì in riconoscimento: in teoria, la sua amica aveva già incontrato la sconosciuta quando le aveva consegnato la lettera.
<< Sì, certo >> annuì Clara.
<< Bene, qual è il problema? >> le chiese lui, alzando un sopracciglio.
<< Ve lo spiegherò quando arriveranno gli altri >>
<< Altri? >> chiese Susan, con la tipica curiosità della sua età.
<< Non saprei >> Ian alzò le spalle, confuso quanto i suoi amici.
<< Bene, mettiamoci seduti e aspettiamo >> disse Barbara, indicando uno dei tavolini, per poi sedersi con elegante compostezza.
<< Onestamente non mi aspettavo altri ospiti >> disse il Dottore, mentre appoggiava il bastone a un lato della sedia per potersi sedere accanto alla donna, che si era leggermente spostata per fargli posto.
<< Il mondo non gira intorno a te, Dottore >> disse Ian, sedendosi di fronte a lui, << magari c'è anche qualcun altro a cui lei ha chiesto aiuto >>.
<< In un certo senso il mondo questa volta gira intorno a lui >> disse la misteriosa ragazza, lasciando tutti un po' confusi.
<< Dottore, questo è un ristorante? >> chiese una nuova voce, che sembrava appartenere a una giovane donna.
<< Sì, più precisamente è un diner americano >> le rispose una voce maschile più anziana.
A Clara piaceva il Secondo Dottore: lo trovava buffo in quei suoi abiti troppo larghi e in quel suo fare impacciato. Le ricordava il suo primo Dottore: entrambi uomini strani con il farfallino e, sì, erano la stessa persona. A volte la rigenerazione dei Signori del Tempo le dava un gran mal di testa.
<< Dottore >> disse Jamie, indicando Clara. << È lei che ci ha consegnato la lettera >>.
Il Dottore si avvicinò subito a lei con un sorriso bonario, allungando entrambe le mani per stringerle le sue in un saluto... solo per essere bloccato dal bancone e dalla sua minuta altezza. Arretrò imbarazzato, accorgendosi solo allora che la sua versione precedente lo stava osservando con uno sguardo indagatore e indignato.
<< E quindi tu saresti il Dottore, hmm? >> indagò il vecchietto, alzando un sopracciglio indagatore.
<< Che ci fai qui? >> chiese il Dottore più anziano, avvicinandosi alla sua controparte.
<< Chi sono questi signori? >> domandò Jamie, curioso della strana famigliola seduta attorno al tavolo. Sì, ai suoi occhi sembravano proprio una famiglia: un padre, una madre, la loro giovane figlia e il vecchio nonno.
<< Loro sono Ian, Barbara e mia nipote Susan. Invece questo vecchietto è il precedente me stesso >> gli spiegò bonariamente il suo mentore.
<< Cosa? >> chiese Zoe, confusa. << Come fa a essere te? Sembra una persona totalmente diversa, per non parlare del fatto che tu sei più giovane. >> Ok, sapeva che ciò che aveva detto era possibile: di cose strane ne aveva viste eccome e un uomo che cambiava aspetto a questo punto non era così assurdo. Inoltre il Dottore non era umano, però... non se lo aspettava, ecco tutto.
<< Quando un Signore del Tempo muore, rinnova il suo corpo diventando un'altra persona, ma di base resta comunque lo stesso individuo >> spiegò la ragazza al bancone. << È un po' più complesso di così, ma il senso è questo >> le sorrise.
<< Noto con piacere che qualcuno ha studiato la biologia dei Signori del Tempo >> disse una nuova voce.
Voltandosi verso l'entrata, la proprietaria del diner notò tre nuove persone e una di loro la sorprese. Che il Dottore — il Terzo, il dandy alto ed elegante con i capelli arruffati e mossi che le ricordava terribilmente il suo Dottore, quello che aveva amato e... ok, se si faceva prendere dai sentimentalismi ora, cosa avrebbe fatto quando Dodici avrebbe varcato quella porta? Doveva darsi un contegno — fosse presente, se lo aspettava. Così come la presenza della sua amica Jo. Ma il Brigadiere... quello no.
Il serio generale se ne stava quasi sempre sulla Terra a dirigere la UNIT e, per quanto ne sapeva, aveva lasciato il suo mondo solo due volte, entrambe per sbaglio.
<< Così ci sono tre di me ora, hmm? >> constatò il Primo Dottore, che non ci aveva messo molto a capire chi fosse il dandy slanciato: aveva ormai compreso lo schema del guaio in cui si era cacciato. Se avesse saputo di incontrare il suo futuro, non sarebbe affatto venuto. Non voleva pensare alla rigenerazione.
<< A me lui mi dà una certa antipatia >> borbottò il Secondo a Jamie, facendo un cenno con la testa verso il suo futuro.
<< Neanche a me stai tanto simpatico, ometto >> gli rispose a modo il Terzo, beccandosi un'occhiata offesa e al contempo buffa dal suo passato.
<< Ha parlato il dandy borioso! >>
<< Ok, finiamola qui, altrimenti se questi due si rimettono a litigare è la fine >> intervenne Jo, ricordandosi bene l'ultima volta con Omega. Era contenta di rivedere la versione precedente del suo amico: adorabile e molto simpatica. Ovviamente aveva riconosciuto anche la versione originale, che al tempo aveva potuto conoscere solo tramite lo schermo del TARDIS.
Il Brigadiere aveva pensieri simili alla sua amica, tranne per il fatto che la presenza di tre Dottori non lo rassicurava affatto: l'ultima volta l'universo aveva rischiato la distruzione e già un solo Dottore era più che sufficiente per attirare guai.
<< Brigadiere >> il Secondo Dottore gli si avvicinò con un sorriso bonario, per poi stringergli le mani con il suo solito saluto buffo. << È un piacere rivederla >>.
Anche Jamie e Zoe gli sorrisero e lui annuì con il capo. Era bello rivedere anche loro. Ora però la sua mente militare lo spingeva a restare serio e a indagare sulla situazione attuale.
<< Anche voi avete ricevuto la lettera? >> chiese e tutti annuirono.
<< L'ho inviata io >> rivelò Clara facendosi avanti e Alistair non poté ignorare quanto fosse carina. << Clara Oswald, piacere. Non mi aspettavo di vederla qui, Brigadiere >>.
<< Diciamo che il nostro amico comune mi ha... rapito >> sbuffò lui, facendo ridacchiare in modo sarcastico Ian e Barbara.
<< Tipico >> dissero entrambi, che erano stati effettivamente rapiti dal Dottore.
<< Non sia così melodrammatico, Brigadiere >> sbuffò il Terzo, anche se sembrava divertito. << Le ricordo che è entrato lei nel TARDIS senza il mio permesso, quindi non si lamenti >>.
Dopo aver sbuffato, il Brigadiere guardò i tre Dottori. << Tre versioni di te non portano a nulla di buono >>.
<< In realtà presto ci saranno tredici versioni di loro >> rivelò Clara, sorprendendo tutti, tanto che alcuni sgranarono gli occhi.
<< Tredici di me? Non è un po' rischioso per lo spazio-tempo? >> chiese giustamente il Primo, ora visibilmente preoccupato, così come le sue due controparti future.
<< Lo so, ma non ho avuto altra scelta, credimi >> disse Clara e il suo volto si fece serio.
<< A quanto pare siamo nei guai >> borbottò il Secondo.
<< È un piacere rivederti, Susan >> disse il Terzo avvicinandosi a lei, seguito dal Secondo, che non voleva perdersi l'occasione di rivedere sua nipote. Sperava di parlarle in un secondo momento con più calma, ma a quanto pare il suo antipatico futuro gli aveva cambiato i piani. E non voleva in alcun modo passare per ignorante per non aver salutato sua nipote prima. Stupido omone elegante... perché doveva cambiare?
<< Ciao nonni >> sorrise lei, facendo sciogliere i loro cuori. Gli era mancata, ogni giorno di ogni secolo.
<< Normalmente non ci sono solamente due nonni di un sesso in una famiglia? >> chiese ironica Barbara, che aveva compreso la faccenda della rigenerazione... o meglio, "compreso" era un parolone, però...
<< Sono sempre più confuso, sappiatelo >> sbuffò Ian.
<< A chi lo dici... >> aggiunse Jamie.
<< Io ho capito solo che il Dottore è molto strano >> disse Zoe.
<< E lo hai capito solo adesso, Zoe? >> chiese scherzosamente una voce bassa e divertita.
A parlare era stato forse il Dottore che, secondo Clara, era il più iconico. Ricci castani che a stento stavano sotto al grande cappello, occhi tondi e sgranati, un sorriso folle e la sciarpa infinita di mille colori. Era unico nella sua follia e, al solo guardarlo, si aveva voglia di seguirlo in una nuova avventura.
Con lui vi era la bellissima Romana — sul serio, sembrava una dea elegante — vestita con un lungo cappotto giallo. Osservandola, Clara non poté fare a meno di chiedersi dove fosse la sua controparte futura, se fosse sopravvissuta alla Guerra del Tempo o al massacro del Maestro. Sperava di sì, come la sua versione parallela che era stata anche un vampiro. Essere amica dell'Artista, soprattutto della sua seconda versione, le aveva permesso di conoscere gente interessante e mondi paralleli più o meno diversi. In uno di questi, Romana era diventata per un po' una vampira, finché un'avventura con il Guardiano e altra gente non l'aveva fatta tornare normale. Non conosceva tutti i dettagli, ma quella Romana era sua amica. Punto.
<< Santo cielo, ma cos'ha addosso? >> si lamentò il Primo, indicando la lunga sciarpa del riccio, che in tutta risposta gli lanciò un sorriso di orgoglio e sfida.
<< Se sei scioccato da lui, allora dovresti vedere... >> disse Clara, tornando dietro al bancone. Anche perché lì stava iniziando a essere affollato. << Beh, tanto tra poco lo scoprirai >>.
<< Ciao! Tu sei? >> le chiese il Quarto, mettendosi a sedere su uno sgabello di fronte e facendo segno ai suoi amici di sedersi accanto.
<< È Clara Oswald >> rispose Sarah per lei, sedendosi nello sgabello accanto al matto con la sciarpa. << È lei che mi ha inviato da voi, dandomi il manipolatore del vortice di Jack >>.
<< Sei sveglia >> si complimentò Clara, facendola arrossire per la lode.
<< Grazie, ma conosco Jack, tutto qui >>.
Clara sapeva che non era "tutto qui". Se l'uomo accanto a lei, per molti nell'universo, era il Dottore, allora lei era la compagna. Sarah Jane Smith era una leggenda: sulla Terra, alla UNIT, nello spazio e tra i companion. Era una delle poche — Clara compresa — ad aver avuto una vita avventurosa anche al di fuori del TARDIS, salvando il mondo più di una volta. Sapeva anche che Sarah era una madre gentile e premurosa, che trattava sempre molto bene i suoi protetti e questo le faceva guadagnare punti.
<< Clara, è un bel nome. Sai cosa ci dovresti mettere dentro questa ciotola di vetro? >> il Quarto attirò la sua attenzione indicando una ciotola vuota davanti a lei.
<< Sta per tirare fuori le Jellie Babies >> dissero in coro Sarah e Romana, ridacchiando e roteando gli occhi.
Di tutta risposta, l'uomo tirò fuori dalle sue tasche senza fondo un sacchetto di caramelle e lo svuotò nella ciotola, scatenando le risate di tutti.
<< Ma quanti anni hai, hmm? >> si lamentò il Primo.
<< Più di te, vecchio lamentone >> rispose il Quarto ridendo.
<< Intanto assaggio una caramella >> disse il Secondo, avvicinandosi al bancone per prenderne una.
<< Mi scusi Clara, potrebbe porgere le caramelle al piccoletto? Dubito che ci arrivi da solo >> lo prese in giro il Terzo, beccandosi un'occhiataccia di fuoco dal suo predecessore.
<< Pomposo ed arrogante mago... >>
<< Si vede che la specie preferita del Dottore sono gli umani >> pensò a voce alta Romana, anche se sapeva che l'avevano sentita tutti.
<< Perché tu non lo sei? >> chiese Barbara.
<< No, sono un Signore del Tempo come il Dottore >>.
<< Non pensavo che avrei viaggiato con un altro Signore del Tempo, esclusa Susan ovvio >> commentò il Secondo, sinceramente sorpreso. Non avrebbe mai creduto — vista l'antipatia reciproca tra lui e il suo popolo — di avere come compagno di viaggio proprio uno della sua specie.
<< Romana è a posto >> li tranquillizzò il Quarto.
<< Affermativo, padrone >> disse K9, rivelando finalmente la sua presenza. Prima nessuno lo aveva notato: era piccolino e bisognava guardare in basso, e tutti erano troppo impegnati a conoscersi e litigare.
<< In futuro avrò un cagnolino robot >> Il Terzo osservava K9 con un'espressione analitica e oltremodo curiosa. << Chissà come funziona... >>
<< Avevo dimenticato che il terzo te era un patito della scienza >> disse Sarah con uno sguardo nostalgico. Le era mancata questa versione del suo amico: il primo Dottore che aveva incontrato. E anche se il riccioluto era colui che avrebbe amato per sempre, non avrebbe mai dimenticato nemmeno il Dandy. Il Dottore, in tutte le sue incarnazioni, era impresso a fuoco nella sua vita e nel suo cuore.
<< Quindi ci incontreremo >> le sorrise il diretto interessato e lei annuì con un sorriso ancora più radioso. << Non vedo l'ora che accada >>.
<< Che ci fa Sarah insieme a Romana? >> chiese una voce giovane e gentile. << E come mai è più vecchia? >>
Il Quinto Dottore, almeno secondo Clara, era sia la versione più gentile che la più dimenticabile del suo amico alieno. Era impossibile non volergli bene, ma... solo quello. Era molto meno interessante delle altre sue versioni. Inoltre... come mai era solo? Non fece in tempo a porgli il quesito perché, con la pomposità e l'irruenza che lo caratterizzavano, il Sesto entrò con ampie falcate, attirando tutta l'attenzione su di sé. Il biondo riccioluto, con il cappotto più orribile e colorato dello spazio-tempo, si guardò attorno indignato, per poi salutare con un semplice << ciao >>.
<< Prima non ho sbraitato con il Quarto >> il Primo si alzò furioso dalla sedia e gli puntò il bastone contro, << ma ora ne ho tutto il diritto, che diavolo hai addosso?! >>
<< È un capo di grande eleganza >> si vantò il diretto interessato.
<< E poi sarei io il buffone >> sbuffò il Secondo.
<< Qualcuno ha gli occhiali da sole per caso? >> chiese il Quarto.
<< Perché? >> chiesero in coro alcuni, decisamente confusi.
<< Perché sono accecato dal mio futuro colorito >> disse divertito, indicando il Sesto.
<< Divertente, Sciarpone. Molto probabilmente sono il miglior Dottore qui >> gonfiò il petto il Sesto.
<< Poverino te che ci credi >> disse l'ultimo arrivato, che si trovava ancora sul ciglio della porta con una ragazza... con una mazza in mano?
<< Tu devi essere il Settimo, non è così? >> gli chiese il Brigadiere, che ormai era già stufo di tutto quel delirio. Il nuovo arrivato annuì.
<< Professore, ma chi sono queste persone? >> chiese la ragazza con la mazza, osservando curiosa tutti i presenti, alcuni dei quali le sembravano decisamente bizzarri.
<< Alcuni di loro sono me, altri i miei vecchi amici >> rispose bonariamente lui. Poi, deciso a non farsi venire il mal di testa, si incamminò verso uno dei tavoli liberi e si sedette, appoggiando il suo ombrello tra le gambe e poggiando il mento sul manico a forma di punto interrogativo, con fare pensieroso e analitico.
<< Professore >> la sua amica attirò la sua attenzione, poggiando la mazza sul tavolino davanti a lui, per poi sedersi dalla parte opposta. << La ragazza al bancone è colei che mi ha dato la lettera >>.
<< Lo sospettavo >> commentò lui, osservandola brevemente.
<< Chi ha mandato il corvo con la lettera? >> chiese Peri e solo allora tutti si accorsero di lei, visto che era stata nascosta dalla pomposità della sua versione del Dottore.
Clara, di tutta risposta, alzò la mano e Peri annuì. Voleva chiederle se fosse un'addestratrice di corvi o qualcosa del genere — era davvero curiosa — ma non le sembrava il momento adatto, visto il delirio che regnava in quel piccolo diner. Inoltre... aveva una cosa più importante da fare.
Con uno slancio abbracciò il Quinto Dottore, che ricambiò tra l'imbarazzato e il sorpreso, seguito da un piccolo brivido dietro la schiena quando il suo futuro lo fulminò con lo sguardo. Anche se... aveva per caso intravisto una piccola nota di gelosia o tristezza nei suoi occhi? Decidendo di non inimicarsi l'uomo che un giorno sarebbe diventato, sciolse delicatamente l'abbraccio, per poi dileguarsi tra la folla.
<< Dottore, siamo finiti a una festa in maschera? >> chiese una nuova voce femminile, sorpresa, confusa e con una leggera irritazione.
<< No Grace, questo è un diner >> le rispose la sua versione del Dottore, mentre le teneva la porta come un vero gentiluomo per farla entrare. Poi rifletté. << Effettivamente il Sesto me stesso fa questa impressione >>.
<< Che impressione faccio? >> lo sfidò il suo passato.
<< Grace, guarda >> disse indicando il Settimo, << lui lo conosci >>.
<< Ho capito, loro sono le tue altre vite >> realizzò lei e il suo amico... ragazzo... amante? Annui, per poi avviarsi verso il bancone.
<< Mi scusi, ha del tè per caso? >> chiese a Clara, che annuì con un sorriso.
<< Perfetto, allora se ci aggiungiamo anche dei biscotti, potremmo fare merenda! >> propose il Secondo, tutto eccitato, facendo ridacchiare e allo stesso tempo sbuffare i presenti. Il Dottore, in quasi ogni sua versione, era un bambinone.
Nell'osservare tutti quei Dottori, Clara non poté fare a meno di pensare che erano giunti a una sorta di confine: il confine segnato dalla Guerra del Tempo. Tutte quelle versioni presenti, per quanto segnate dai loro traumi e dai problemi derivati dal loro stile di vita e dalla loro longevità, erano incarnazioni con i cuori più sereni rispetto a quelle che avrebbero iniziato a varcare la soglia da quel momento in avanti.
Come a darle ragione, il Nono Dottore varcò la soglia proprio allora, e a nessuno — lei per prima — sfuggì lo sguardo nostalgico che aveva in volto mentre osservava il suo passato, tutte le amicizie che aveva avuto e aveva perso. I suoi tristi occhi azzurri si soffermarono soprattutto su Romana e il motivo era ovvio: dal suo punto di vista, lui era l'unico Signore del Tempo sopravvissuto al genocidio della sua razza e dei Dalek, compiuto da lui stesso per salvare il creato.
Dietro di lui, Rose Tyler guardava confusa e infastidita tutti gli altri.
<< Dottore, chi è tutta questa gente? >>
<< Sue versioni passate e i loro compagni dell'epoca >> rispose Jack, sospirando davanti allo sguardo confuso e geloso della bionda. << Te lo spiegherò dopo >>.
Poi, con il suo solito passo beffardo e seducente, si tolse un braccialetto argentato dal polso sinistro e la sua figura vibrò, rivelando un Jack leggermente più anziano, ma comunque in forma.
Dopo essersi avvicinato a Sarah, lei gli porse il suo Manipolatore del Vortice, che lui si rimise dove prima stava il braccialetto.
<< Avevo capito che c'era qualcosa che non tornava >> borbottò il Nono, lanciando un'occhiata di rimprovero al suo amico. Almeno aveva risolto quel piccolo mistero. << Inoltre, se tu sei qui, dov'è il te stesso passato? >>
<< A divertirsi su una delle lune di Giove >> rispose lui civettuolo, facendo l'occhiolino e strappando una risatina a Rose.
<< Sei sempre il solito Jack >>.
<< Già... >> disse una voce calda dietro di lei.
Voltandosi, Rose vide un bellissimo uomo dal sorriso gentile che la guardava con occhi nostalgici e quasi lucidi. Aveva i capelli all'insù, dei basettoni e un abito elegante che doveva ammettere era molto bello. Spostando lo sguardo verso chi gli era accanto, non poté fare a meno di sgranare gli occhi.
<< Mickey? >> Sì, era proprio lui... solo più vecchio. E chi era la donna accanto a lui? Sembravano intimi, ma... lui era il suo ragazzo!
<< Ciao Rose >> la salutò calorosamente Mickey, abbracciandola. << Ne è passato di tempo... beh, almeno per me >>.
<< Lo vedo >> borbottò, con un tono forse più acido di quanto intendesse, facendo fare un passo avanti alla rossa che faceva parte di quel bizzarro quartetto.
<< Tu sei Rose, quindi >> disse la giovane con un sorriso gentile. << Sono Emily, piacere. Il Dottore è mio zio >>.
A quelle parole, l'intero diner si ammutolì. Tutti — chi più, chi meno — fissarono la giovane rossa che si era appena definita la nipote del Dottore. Da quando il Dottore aveva una nipote?
Gli unici a non essere davvero sorpresi erano i compagni del Primo Dottore, che conoscevano Susan: quindi l'idea che il Dottore avesse altri parenti non era così assurda. Anche se Susan, per un attimo, si ritrovò a ripercorrere mentalmente il suo albero genealogico per capire dove incastrare quella ragazza, visto che non l'aveva mai vista.
Anche Jack e Clara — che conoscevano personalmente l'Artista in molte delle sue versioni — non erano così sorpresi. O almeno, Clara non lo era per quel motivo: secondo i suoi piani, Emily non avrebbe dovuto essere lì. Per quanto ne sapeva, in quel periodo Dieci viaggiava con Donna. Non che le dispiacesse averla lì con loro; anzi, era interessante vederla così giovane e soprattutto con quel volto, il primo, visto che lei conosceva principalmente la numero due e le altre solo per fama o per brevi incontri.
<< Emily, ciao!! >> Jack l'abbracciò subito e la rossa ricambiò con entusiasmo: adorava quel tipo.
<< A quanto pare siamo finiti in un guaio con tutte le facce dello zio, eh... >> Anche se aveva già più o meno capito in che pasticcio fosse finita: tutte quelle cabine là fuori potevano essere già un indizio. Anche se, visto quanto il diner sembrava malmesso e polveroso da fuori, magari quello poteva essere semplicemente un deposito di vecchie cabine della polizia...
In quel momento, però, realizzò una cosa: se tutti gli zii erano lì e loro erano gli ultimi arrivati, allora...Con la speranza negli occhi e un sorriso pieno di emozione, si voltò verso la porta.
<< Che forte! Ci sono tutti i me qui! >> Quando Undici entrò gesticolando, attirò l'attenzione tutta su di sé. << C'è quello con la sciarpa, il primo me, il flautista, colui con i vestiti assurdi e altri! >>
Prima che potesse fare una delle sue solite piroette strane, fu placcato da Emily in un tenero e caloroso abbraccio.

<< Emilia! >> sorrise lui mentre stringeva la sua nipote preferita. Le era mancata: era da tanto che non la vedeva così giovane.
<< A noi non ci saluti? >> chiese birichina River, indicando se stessa e i suoi genitori.
Sgranando ancora di più gli occhi, Emily sciolse l'abbraccio con lo zio e si precipitò ad abbracciare i tre in un abbraccio di gruppo.
<< Mi siete mancati! >> disse con quasi le lacrime agli occhi. Non vedeva i Pond da quando era piccolina e, da quando aveva riacquistato la memoria, nutriva il desiderio di riabbracciarli ancora una volta.
<< Ma guarda come sei cresciuta >> le sorrise Amy, misurandola per gioco con la mano destra, facendola ridere.
<< Sei più alta di me adesso >> scherzò Rory. << Ti trovo bene, come stanno i tuoi? >>
A quella domanda, lo sguardo di Emily si rabbuiò di colpo. << La mamma è morta anni fa, mentre papà... si è da poco rigenerato... >>
Con il loro solito fare genitoriale, i Pond la abbracciarono ancora una volta e lei si lasciò coccolare dal loro calore.
<< E così tu devi essere Undici >> chiese il Nono, osservando interrogativo il suo futuro.
<< Sì, sono io, Dumbo >>
<< Ah ah, molto divertente, Bazzone >> si difese irritato il Nono.
<< Inoltre rindosserò un ridicolo farfallino >> si intromise Dieci, osservando i vestiti assurdi del suo io futuro.
<< I farfallini sono forti >> disse Undici, toccandoselo con orgoglio.

<< Si e anche i fez e fare stupidi balli alle feste dei marmocchi >> lo insultò con fare sarcastico una vecchia voce.
Quando Clara vide entrare Dodici perse un battito o almeno lo avrebbe perso, se ne avesse ancora avuto uno. Era esattamente come lo ricordava: il suo vecchio mago, quello che aveva imparato ad amare e che aveva sofferto ad abbandonare. Già era stato difficile vedere Undici, sempre impacciato e divertente, ma quello era l'amico dei Pond, il loro familiare e non il suo primo Dottore: ancora non la conosceva. Dodici invece... non si ricordava di lei. Così come non l'avrebbero fatto le sue versioni future che presto sarebbero arrivate e questo le faceva più male di quanto avrebbe mai ammesso.
Osservandolo ancora una volta, per poco non cascò dallo sgabello. Che diavolo ci facevano Missy e Paradox con lui? Paradox, di per sé, non era un problema: era solo una Emily in più e già con tutti quei Dottori la linea temporale stava urlando. Ma Missy? Perché portare Missy qui?
Scambiandosi un'occhiata preoccupata con Jack, decisero di comune accordo di stare zitti. Per fortuna quasi nessuno conosceva la versione femminile del Maestro, altrimenti sarebbe scoppiato il panico.
<< Ciao Dolcezza >> River salutò civettuola il mago, che le sorrise nostalgico.
<< Ciao River, non pensavo di rivederti >>. Ed era vero. Non pensava di rivedere sua moglie dopo i ventiquattro anni passati insieme su Darillium.
<< Neanche io, beh almeno in questa forma >> disse lei, facendo cenno a Undici con la testa.
<< Aspetta River, lui è me? >> chiese Undici, oltremodo confuso. << Come è possibile? Insomma io sono l'ultimo >>.
<< In che senso? >> chiese perplesso Sette, temendo una nuova manifestazione del Valeyard. << Io conto Dodici me >>.
<< È un cazzo di casino >> intervenne Paradox guardandolo. << No sul serio, non chiedete. Ma sì, il mago è mio zio tanto quanto lo siete voi >>.
<< Dottore, ma quante nipoti hai? >> chiese una voce a caso, perché in quel marasma le voci si confondevano.
<< Due >> rispose secco Dodici. << Susan >> disse indicando con un sorriso nostalgico la nipotina ancora seduta al tavolo con il suo primo io.
Bill aprì la bocca stupefatta. << È la ragazza della foto in bianco e nero che tieni sulla tua scrivania >> poi indicò River. << Così come lei! >>
River si limitò a sorridere.
<< Sì >> disse Dodici, poi indicò Emily e Paradox. << Mentre lei è la seconda, anche se non è mia nipote biologica, ma mi piace considerarla come tale. È la figlia del Guardiano >>.
Un coro di Ohh si diffuse nella sala: quasi tutti i Dottori e diversi compagni avevano avuto a che fare con il Guardiano.
<< Aspetta un secondo >> disse Emily, osservando tra il dubbioso e lo schifato il suo futuro, che le fece un occhiolino sfacciato. << Tu sei me? Cioè... io... diventerò... te? Sembri uscita di galera! >>
<< Cazzo sì! >> si vantò la diretta interessata. << Ciao mini me >>.
<< Una domanda >> il tenero ragazzino arrivato con Dodici guardò un po' tutti. << Come mai i Dottori stanno arrivando in fila? È voluto o solo un caso? >> chiese indicando Tredici, Graham e Ryan che erano appena entrati.
<< È voluto >> svelò Clara con un sorriso, avvicinandosi a loro. << Ho dato loro orari leggermente differenti per non peggiorare il marasma che, come puoi vedere, si è già presentato >>.
<< Ok, grazie >> Xavier la ringraziò teneramente, poi salutò timido Emily. << Ciao, sono Xavier Cross e... sono, o meglio, sarò tuo figlio >>.

Inutile dire che Emily rimase sorpresa. Era giovane, e per quanto desiderasse diventare madre un giorno, vedere quel futuro davanti ai propri occhi era... strano. Almeno Xavier sembrava un bambino gentile e tenero, e non somigliava affatto alla cafona tatuata che sarebbe diventata lei. In quel momento odiava la rigenerazione ancora di più.
<< Ehm, tutto a posto? >> chiese Xavier, preoccupato e sua madre gli scompigliò i capelli.
<< Si starà facendo una delle sue solite seghe mentali sulla rigenerazione e via dicendo >> rispose Paradox, beccandosi un'occhiataccia dal suo passato.
<< Clara, ciao! >> Tredici abbracciò Clara, che sgranò gli occhi per la sorpresa e sentì quasi il cuore esploderle dalla gioia. Quindi alla fine... il Dottore l'avrebbe ricordata. Anche se aveva fatto finta di niente, vedere Dodici che la guardava come una sconosciuta le aveva fatto più male di quanto volesse ammettere. Ma ora sapeva che almeno una versione del suo amico la ricordava. Anzi, più di una: anche colui che sarebbe arrivato per ultimo l'avrebbe riconosciuta.
Inoltre apprezzava che Tredici fosse alta quanto lei: almeno non doveva slanciarsi verso l'alto per abbracciarla. Essere bassine era una rottura, a volte.
<< Clara! >> Missy interruppe l'abbraccio, beccandosi l'occhiata esausta di Clara e quella delusa di Tredici.
<< Vedo che mi hai copiata, Dottore >> notò Missy, osservando da cima a fondo le fattezze femminili del suo vecchio amico. << Purtroppo il tuo senso estetico rimane sempre carente >>.
Tredici, invece di risponderle, si voltò e andò a parlare con i suoi amici, lasciando Missy visibilmente triste. O almeno così sembrò a Clara.
<< Clara, per caso hai... >> Una voce familiare la "salvò" dal dramma: Undici si avvicinava.
<< Dei bastoncini di pesce con crema pasticciera? >> concluse lei con un sorriso. << Ho viaggiato anche con te, sapientone >>. Sì... conosceva i suoi polli.
<< Schifo, ma che roba mangi? >> chiese il Decimo, disgustato.
<< Sai che cosa ci starebbe bene sulla crema pasticciera? >> chiese il Quarto ad alta voce dal bancone.
<< No, non credo >> disse l'Ottavo, che stava bevendo il suo tè insieme al Secondo, impegnato a mangiare biscotti.
<< Dottore, ci vuoi dare qualche spiegazione? >> chiese Amy, osservando quella folla assurda.
<< Basta che non sia come quella che hai dato a me, altrimenti è meglio di no >> sbuffò Rory.
<< Basta con questa storia delle mucche, Pond! >>
<< Ti ricordi quando in Germania ho cambiato aspetto? >> disse River alla madre, che annuì comprendendo la situazione.
<< Questi sono tutti i volti del Dottore >> affermò Amy e sua figlia sorrise.
<< Quindi River >> disse Undici, battendo le mani, << come fai a conoscere il nasone? >>
<< Farfallino stupidino >> sbottò Dodici.
<< Sono stata ventiquattro anni su Darillium con lui >>.
<< Quindi ora stai andando alla biblioteca >> aggiunse Dieci, ricordando con tristezza il primo incontro con la donna che sarebbe diventata sua moglie.
<< Spoiler >> disse lei, facendolo sbuffare.
<< Il futuro è qui, Baby! >> Una voce allegra costrinse tutti a guardare ancora una volta la porta.
Lì, in piedi, c'era Quindici, con il suo sorriso smagliante e le braccia aperte, pronto ad abbracciare tutti. Con lui c'era Ruby, che salutava con un timido cenno della mano e...
Clara per poco non svenne. Che diavolo ci faceva Cherise lì?
Non voleva avere a che fare con il Guardiano, non in questa missione. Non perché non le piacesse, ma perché raramente lui e il Dottore andavano d'accordo e questo avrebbe generato un caos enorme. Era già grave avere Missy... ma Cherise? Lei era la versione più instabile, svampita e imprevedibile del Guardiano: puro caos glitterato, orsetti e canzoncine dolci. Tra tutti i Guardiani... perché lei? A questo punto avrebbe preferito la Tata: era spaventosa, ma seria.
Con un sospiro, Clara decise che era il momento di cambiare zona: la stanza era talmente affollata che molti avevano persino ignorato l'ingresso di Tredici e dei suoi amici.
<< Se volete seguirmi signori vi mostrerò perché siamo qui >> disse Clara attirando tutti gli sguardi su di sé, per poi farsi strada a forza tra la folla fino ad arrivare davanti alla porta che dava alla cucina, con disegnato Elvis Presley con la sua chitarra, dettaglio che fece sgranare gli occhi a Rory, che solo allora riconobbe dove erano finiti.
<< Siamo già stati qui... >>
<< Sì, con la storia del Silenzio >> River annuì, riconoscendo fin da subito il diner dove, tempo addietro, si erano ritrovati per un'avventura alla quale faceva ancora male pensare. << Magari dopo lo scopriremo, papà. Ora seguiamola >>.
––––––•––––––

Quando il numeroso gruppo varcò la soglia rimase a bocca aperta: era una stanza della console di un TARDIS. Chi aveva avuto modo di visitare la versione precedente notò subito quanto fosse cambiata. La luce filtrata dalla cupola di vetro in alto avvolgeva tutto in un chiarore morbido, quasi etereo. Le pareti esagonali, disposte come un alveare irregolare, sembravano pulsare di una vita propria, riflettendo bagliori che si muovevano lenti.
Gli archi sovrapposti che correvano lungo il perimetro davano l'impressione di trovarsi in un tempio futuristico. Dal livello superiore scendevano traiettorie di verde, piante pendenti che oscillavano appena, come spinte da un vento invisibile. Il contrasto tra la struttura metallica e la vegetazione creava un equilibrio strano, armonioso, quasi ipnotico.
Il pavimento, decorato da cerchi concentrici e linee dorate, guidava lo sguardo verso il centro della sala, dove si trovava la piattaforma rialzata. Su di essa, la console esagonale dominava lo spazio: leve, schermi, cristalli luminosi e superfici trasparenti che catturavano la luce e la rimandavano in mille direzioni.
<< Signori e signore, benvenuti all'interno del mio TARDIS! >> li accolse Clara, da sopra la piattaforma rialzata. << Utilizzeremo il mio mezzo di trasporto per evitare distorsioni temporali. Inoltre, prima di cominciare, direi di presentarci ufficialmente partendo dal Primo in su >>.
<< Ottima idea mia cara >> acconsentì. << Sono il Primo Dottore, o l'originale se preferite. Lei è mia nipote Susan e loro sono Ian e Barbara >>. Alla frase "Io sono l'originale" sia Tredici che Quindici abbassarono lo sguardo, cupi per un momento: ciò che aveva detto la loro versione più giovane era quanto di più lontano dalla realtà.
<< Sono il Secondo Dottore e loro sono i miei amici Jamie e Zoe >> indicò i suoi compagni. << Inoltre sono un grande flautista. >> Fece per suonare, ma il suo futuro gli strappò lo strumento dalle mani, per poi presentarsi.
<< Sono il Terzo e loro sono Jo, Liz e il Brigadiere. >> I Dottori futuri fecero un cenno di rispetto al loro amico militare. Tutti lo conoscevano e i più vecchi avevano avuto modo di collaborare anche con sua figlia Kate, tanto in gamba quanto il padre.
<< Sono il numero Quattro e loro sono Sarah e Romana. Volete per caso delle Jellie Babies? >> chiese estraendo il suo sacchetto e porgendolo con un gran sorriso alla folla. Cherise, non se lo fece ripetere due volte e gli rubò l'intero sacchetto, facendolo ridere.
<< Ancora? >> sbuffò Sarah. << Basta con queste caramelle! >>
<< Sono il Dottore, il Quinto >> si presentò l'unico senza compagni e in molti si chiesero come mai.
<< Sono il Sesto e lei è Peri >> disse con sguardo e postura fieri.
<< Sono il Settimo e questa è Ace >>.
<< Sono l'Ottavo e lei è la mia amica Grace >>. Dallo sguardo che i due si scambiarono, la maggior parte dei presenti capì che erano tutto fuorché semplici amici.
<< Sono il Nono e loro sono la mia amica Rose e Jack. State attente o attenti a quest'ultimo, perché tenterà di rimorchiarvi in qualsiasi momento >> li avvertì ironico, ma non troppo, facendo ridacchiare il diretto interessato e chi lo conosceva. Nel frattempo Rose osservava irritata e gelosa Otto e Grace.
<< Io sono il Decimo, saalve! >> si presentò lui, tenendo le mani in tasca. << Mentre i miei amici sono mia nipote Emily, Rickey l'Idiota e Martha Jones >>. Martha gli diede una gomitata al fianco, facendolo ridacchiare.
<< Sono l'Undicesimo Dottore e loro sono i Pond. I Pond sono forti. Inoltre River è mia moglie >>. River fece un occhiolino generale.
<< Cosa?! Tua moglie?! >> urlò Rose rossa dalla rabbia. << Inoltre, Dottore, chi sono queste persone? Io credevo di essere l'unica... Inoltre Mickey... >>
<< Wow, ok... >> intervenne Paradox roteando gli occhi, poi guardò suo figlio. << Tesoro, potresti andarmi a prendere qualcosa da bere nella stanza di prima? >>
Capendo che aria tirava, Xavier non se lo fece ripetere due volte e si incamminò verso l'uscita. Una volta scomparso, Paradox guardò Rose con un misto di irritazione e furia. Con ampie falcate si parò davanti alla bionda, più piccola di lei.
<< Sei una cogliona, lo sai vero?! >>

Rose arretrò un attimo per la paura, poi si fece coraggio. << Come ti permetti? Credi che perché sei la nipote del Dottore puoi trattarmi così?! >>
<< Certo che posso. E tesoro... è proprio perché sono la nipote del Dottore che non ti stendo con un cazzotto spegni-lume qui e ora, chiaro? >> sbuffò lei, poi riprese. << Lo Zio è un essere quasi immortale e sono certa che ti abbia già detto quanti secoli ha, giusto? >> Rose annuì senza volerlo. << Allora usa il tuo cazzo di cervello: uno così vecchio secondo te può aver avuto una sola amica in tutta la sua cazzo di vita? O credi di essere così speciale che tutto il fottuto cosmo giri attorno a te? Inoltre... hai sempre snobbato il povero Mickey per il Dottore, ma ora che lo vedi felice, con una donna che — tra parentesi — è migliore di te in tutto, fai la gelosa? Che cazzo di problemi hai?! >>
Martha sorrise imbarazzata per il complimento, ma anche soddisfatta: non si era dimenticata come il Dottore l'aveva trattata all'epoca, come se fosse solo la sostituta di Rose e si era arrabbiata ancora di più quando suo marito le aveva raccontato del pessimo comportamento che Rose aveva avuto con lui e con Jackye.
<< Detto ciò, ho finito >> dichiarò la rockstar, << e se mi romperai i coglioni ancora con questa storia, la prossima volta mi limiterò a tirarti una chitarrata in faccia che ti farà diventare più scema di quanto già sei, chiaro?! >>
Praticamente tutti — eccetto la maggior parte dei Dottori e Jack, che sì, era d'accordo con Paradox ma era anche amico di Rose — applaudirono al discorso. Chi la conosceva di persona e chi solo per sentito dire sapeva bene com'era fatta. L'applauso più entusiasta fu quello di Missy e Cherise, che sembravano oltremodo divertite.
<< Sono il Dodicesimo >> disse Dodici attirando l'attenzione su di sé. Era d'accordo con la nipote, eccome se lo era, ma sapeva anche quanto potesse essere esagerata, << e loro sono Bill e Nardole. Invece lei è Paradox >>. La donna fece il simbolo del rock con le mani, con tanto di lingua fuori.
<< E poi ci sono io, Xavier Cross, figlio di questa matta >> disse ridacchiando teneramente Xavier, appena rientrato, mentre porgeva una bottiglia di cola alla madre, che gli sorrise. << Inoltre ho sentito tutto, quindi la mia innocenza è stata violata. Urla di meno la prossima volta >>. Paradox sbuffò.
<< Ehy! >> Missy allargò le braccia, irritata e offesa. << Ci sono anche io! >> Dodici annuì, ma decise comunque di tacere: non voleva svelare a tutti chi fosse. Avrebbe scatenato il panico.
<< Sono il Tredicesimo Dottore e... >> Un "Oh!" collettivo aleggiò nella stanza. Molti compagni erano stupiti nel vedere il Dottore in forma femminile: poteva davvero succedere? Anche molti Dottori la guardarono con stupore più o meno celato: per loro era una vera novità.
<< E infine! Ma non meno importante, ci sono io, il numero Quindici, con la mia migliore amica Ruby Sunday! >> Indicò con fare teatrale la bionda, che ridendo fece un piccolo inchino. Poi Quindici li guardò tutti con nostalgia. << Mi siete mancati tutti quanti, vi voglio bene! >>
<< Ok, un Dottore che esprime i suoi sentimenti è più strano della sua versione femminile >> scherzò Sarah, facendo annuire anche gli altri compagni.
Sia i primi tre Dottori che i loro amici notarono che Clara aveva mentito, dicendo che sarebbero arrivati tredici Dottori, ma in realtà erano quattordici... anzi quindici, stando a come si era presentato l'ultimo. Quindi... il Quattordicesimo perché non era lì? Ovviamente nessuno se l'era presa con la ragazza: molto probabilmente aveva spiegato loro le cose in base a ciò che sapevano e non a quanto fosse davvero incasinata la vita del Signore del Tempo.
<< Io sono Cherise! >> si presentò la sgargiante bambolina, volteggiando in aria con una piroetta. << Principessa del mondo dei dolci! >> Iniziò a saltare da una parte all'altra, tirando fuori dal nulla coriandoli e glitter che colpirono tutti, costringendoli a toglierseli dai vestiti e dai capelli senza successo, << e delle cose tenere e carine! >> Poi si fermò. << Ma credo che mi conosciate come il Guardiano >>.
I Dottori — soprattutto quelli più giovani — rimasero a bocca aperta. Per loro il Guardiano era un serio Senatore, ligio al dovere e sempre composto. Alcune rigenerazioni erano più calde o avventuriere, sì... ma questa bimba era tutto ciò che il Guardiano non era.
Emily osservò questa versione di suo padre e... quando l'aveva vista per la prima volta in un'immagine, quando il genitore gliel'aveva presentata insieme agli altri sé, aveva già capito che fosse svampita, ma non fino a questo punto. Ok, forse la canzoncina che aveva sentito avrebbe dovuto essere un indizio...
<< Sì, è fulminata >> le disse divertita il suo futuro, guardando in basso. << Credo che mi sia finito qualche coriandolo nella topa... >>
<< Gesù... >> Emily si allontanò irritata dal suo futuro.
<< Perfetto, adesso veniamo al punto: perché siamo qui? >> chiese il Settimo, che non sapeva se essere divertito da tutto quel delirio o meno.
<< Ci sono nove bombe quantum temporali in giro per lo spazio-tempo. Vi ho chiamati tutti in modo da coprire più territori >> disse, per poi continuare. << All'inizio avevo provato a sistemare la faccenda da sola, ma avevo capito fin da subito che il tempo era mio nemico e che avevo bisogno di una mano >>.
<< Perché? >> chiese Emily confusa. << Se viaggi nel tempo hai tutto il tempo del mondo, no? >>
<< Ma no, sciocchina >> ridacchiò Cherise. << Immagina di avere un bellissimo tavolino tondo con la tovaglia rosa! Sopra ci sono otto bellissime torte: se tu ti precipiti su quella al cioccolato, una volta terminato, anche le altre torte saranno già state mangiate! Capito? >>
<< Più o meno... nel senso che, anche se le bombe sono sparse in diversi luoghi e tempi, è come se fossero nella stessa stanza nello stesso momento. Quindi da sola riuscirei a disattivarne solo una, perché le altre sarebbero già esplose, giusto? >>
<< Sì, è così >> le sorrise Clara, per poi guardare gli altri. << Quindi, come avrete potuto vedere, ho chiamato il miglior team per questa missione, facendo qualche deviazione durante il percorso >>. Qui guardò Jack e River, in primis Jack, con il quale si era messa d'accordo in anticipo e aveva deciso gran parte del piano.
<< Dove si troverebbero queste bombe, uhm? >> chiese il Primo alzando un sopracciglio.
<< Si trovano su Mandrallax, Principessa, Neptus, Capital, OomEgo, Terra, Asamorine, Scor e... >> la ragazza guardò tesa il gruppo, sapendo che il prossimo nome avrebbe generato sconcerto, caos e anche rabbia, << ...Gallifrey >>.
Subito ci fu chi era confuso, chi scoppiò in imprecazioni, chi diceva che non era possibile e chi aveva quasi le lacrime agli occhi. Ovviamente quasi tutti questi stati d'animo appartenevano al Dottore, con un piccolo accenno degli altri Signori del Tempo presenti.
<< Mi rifiuto categoricamente di andare su Gallifrey! >> Lo sguardo di Cherise faceva paura e la rabbia era evidente. La bambina allegra e svampita aveva lasciato spazio all'antico Signore del Tempo che odiava la sua razza sopra ogni altra cosa. Poi, tornando più o meno se stessa, la sua espressione si addolcì. << Inoltre, Principessa, è dove si trova il mio negozio! Quindi andrò dai miei orsacchiotti morbidosi! >>
<< Ci siamo stati poco fa >> le rivelò Romana, stupita dalla coincidenza. Inoltre... il Guardiano, quando era piccola, era il suo idolo. Non era un Signore del Tempo, ma il Signore del Tempo: il migliore dell'Accademia, il più grande nel rispettare le leggi. Vederlo disprezzare così apertamente la sua casa le faceva male quasi quanto quando aveva scoperto che era diventato un disertore fuggitivo.
Certo, ora che viaggiava con il Dottore, stava iniziando a vedere anche lei che Gallifrey non era il tempio perfetto e dorato che pensava, ma comunque era fiera della sua razza e del suo mondo.
<< Lo so! >> Cherise sventolò con la mano destra il sacchetto delle caramelle del Quarto Dottore.
<< Conosco questi mondi >> disse River, cercando di smorzare la tensione che si era creata...
<< Come sempre uno di loro è la Terra... >> sbuffò il Brigadiere.
<< Forte! Io e i Pond andiamo su Mandrallax >> decise Undici roteando su se stesso.
<< Ho notato che sai come divertirti, farfallino, per cui verrò con te >> disse il Quarto con il suo solito sorriso. Se doveva essere onesto, a prima vista quella sua versione futura sembrava più simpatica delle altre: gli ricordava la sua Seconda versione, ma quella la conosceva, lui no. Inoltre, col cavolo che sarebbe tornato a casa, quindi era meglio prenotare un'altra meta in anticipo.
<< Saremo una bella squadra, Sciarpone >>.
<< Spero solo che sia un bel posto >> commentò Sarah, che aveva già deciso che avrebbe seguito il Dottore a cui era più legata.
<< È stupendo >> disse Undici con un sorriso.
<< Andrò anche io con loro >> sentenziò Emily, per poi guardare dispiaciuta Dieci. << Mi dispiace zio, ma non perderò l'occasione di passare del tempo con i Pond >>.
<< Beh... perché no >> le sorrise lui, << ma Emily, con la tua versione futura già presente, non ricorderai di aver passato del tempo con loro >>.
Dopo aver esitato un secondo, la rossa sorrise. << Il mio cuore lo farà >>. Detto ciò, si avvicinò ai Pond, che la accolsero con un sorriso.
<< Capital è per caso una città? >> chiese Martha.
<< L'intero pianeta è una megalopoli >> la informò Dieci.
<< Bene, allora noi andremo lì >> poi guardò il marito. << Prima di venir convocati volevamo rilassarci al centro commerciale, quindi... >> Il marito si limitò a sorridere: l'avrebbe seguita anche in capo al mondo.
<< Figo, Capital mi ricorda molto Metropolis di Ratchet & Clank o Coruscant di Star Wars! >> Xavier sembrava entusiasta. << Se per voi non è un problema, vorrei venire anche io >>.
<< Va bene, pulce >> Paradox lanciò uno sguardo di scuse a Dodici, ma non avrebbe lasciato suo figlio senza supervisione e visto che il piccolino sembrava così entusiasta, non voleva deluderlo. << E Capital sia >>.
<< Ok! >> urlò Dieci, per poi guardare Cinque con un grande sorriso. << Numero Cinque, che ne dici di venire con me? >> Qui gli si avvicinò. << Sei fantastico, lo sai? Sei il mio preferito! >>
<< D'accordo... >> annuì imbarazzato il biondo.
<< Io vado sulla Terra >> decise Dodici.
<< Vengo anche io, in fondo sono sempre il consulente scientifico della UNIT >> si unì il Terzo.
<< Bene, almeno potrò tornare a fare il mio lavoro >> sbuffò il Brigadiere.
<< È la Terra del 2026, Brigadiere >> lo informò Clara, per poi rivelare: << Ma no, la Terra è esclusa per voi. Ci andrò io e ho già chi mi dà una mano. Però il Brigadiere può venire se vuole >>.
Il militare annuì, grato per quella possibilità, anche se... sentiva che c'era un motivo più serio per cui la ragazza gli aveva permesso di seguirla. Lo sentiva nelle ossa.
<< Beh, almeno potrai conoscere la UNIT del futuro >> sbuffò il Dodicesimo, irritato di non aver potuto scegliere la meta che gli piaceva di più. Poi sbuffò di nuovo, perché aveva già capito dove sarebbe finito. << Andrò a casa... >>. Il suo sguardo grigio e tempestoso era più irritato che altro, ma non era l'unico.
<< Sei forse impazzito?! >> Missy lo guardò malissimo. << Dopo l'ultima volta che ci sei stato è già tanto se non ti fucilano sul posto! E poi... che ne dici di me? Sarà pure peggio! >>
<< Non ti ho chiesto di venire, Missy >>
<< Non ne hai bisogno... >> I due si scambiarono uno sguardo per un secondo... poi lei sbuffò. << E va bene! >>
<< Se vi può consolare, è il Gallifrey poco dopo la fuga del Primo e Susan... >> rivelò Clara e no, non li consolava affatto. Anzi, era peggio.
Bill era su di giri: avrebbe visitato la casa del suo mentore! Però, vista la reazione del Dottore, non lo avrebbe detto ad alta voce.
<< Verrò comunque con voi... >> sbuffò il Terzo, che provava non poca antipatia per la sua specie, ma Dodici gli sembrava l'unico Dottore con cui sarebbe andato d'accordo.
<< Neptus è mio, sia chiaro >> sentenziò il Sesto.
<< Ma ci volevo andare io! >> si lamentò urtato il Nono.
<< Allora vieni >> disse secco il suo passato.
<< Su Neptus cosa c'è? >> chiese curiosa Rose.
<< Innanzitutto è una luna, inoltre vi è un grandissimo laboratorio di ricerca sull'ibridazione e sulla fauna marina locale, visto che eccetto per l'unica isola tutto il resto è un vastissimo oceano >> le spiegò il voluminoso biondo.
<< Lì ci abita un nostro vecchio amico >> concluse il Nono.
<< Può essere interessante >> aggiunse Peri.
<< Sì, perché no >> Jack alzò le spalle.
<< Guarda che tu non sei più un mio compagno >> disse il Nono scherzoso, ma non troppo.
<< Così mi ferisci >> fece il finto offeso. << Inoltre le altre mete non mi interessano, per cui... >>
<< Va bene, puoi venire >> sbuffò l'uomo con la giacca di pelle.
<< Io vado su Scor >> disse River. Aveva sentito parlare di quel mondo e non poteva farsi sfuggire un'occasione del genere. << Il pianeta minerario è una manna dal cielo per un'archeologa: vi si trovano sempre reperti interessanti >>.
<< Mi unisco, visto che non ho mai visto le miniere >> decise Romana.
<< Ma che dici, Romana >> la rimproverò il Quarto. << Noi le miniere le abbiamo visitate >>.
<< Sì, ma non ero questa versione di me, per cui non conta >>.
<< Va bene, fa' come vuoi. Vorrà dire che mi accontenterò di Sarah >> ridacchiò lui.
<< Ehy! >> la suddetta gli diede una gomitata amichevole.
<< Numero Sette, ti va di venire con me? >> chiese il Primo.
<< Volentieri. Dove vorresti andare? >>
<< Non conosco questi mondi, per cui scegli tu >>
<< Vediamo... ho sentito parlare bene di OomEgo >> rifletté l'uomo con l'ombrello.
<< È un mondo in piena rivoluzione industriale. Somiglia molto all'Ottocento della Terra, solo che gli Oomeghiani sono di colore rosso >> rivelò il Decimo.
<< Non credo che abbiano visto un alieno, allora >> realizzò il Primo.
<< Beh... è un problema relativo, visto che quando ci sono stato nessuno mi ha detto niente >>.
<< Quindi è deciso >> disse Ace.
<< Quanto a me e a Otto, non ci rimane che Asamorine >> sbuffò il Secondo.
<< Se fossi in te non mi lamenterei: è un mondo decisamente interessante, meta di molte vacanze >> gli svelò l'Ottavo.
<< Come sempre il mio Dottore non ha spiegato bene su che mondo stiamo andando >> sbuffò Rory.
<< Sì che l'ho spiegato! >>
<< Hai detto solo che è stupendo >>.
<< Mandrallax è un pianeta con clima mediterraneo ed è abitato da umani con usanze medievali, ma con armi avanzate, visto che comunque è il futuro. Ti basta questa spiegazione, Pond? >>
<< Mi piace >> sorrise il Quarto.
<< Sbaglio o siamo stati ignorati? >> Graham chiese al nipote, che alzò le spalle.
<< Ma no >> Quindici gli sorrise. << Io e Tredici ci siamo già messi d'accordo di andare insieme e Cherise ha già deciso la nostra meta >>.
<< Sì, ma... nessuno ha notato che non ci hanno spiegato che cosa è una bomba Quantum Temporale o quello che è? >> chiese Bill, che come sempre era una persona curiosa. << Nel senso, come funzionano o come si riconoscono? >>
<< Credo che Clara abbia dato per scontato che i Dottori, o chi per loro, già lo sapessero >> disse Xavier e Bill annuì concordando.
<< Perfetto. Ora che abbiamo deciso, vi porterò ognuno nella meta prefissata. In bocca al lupo con le bombe >> li salutò Clara, per poi smanettare seria sulla sua console.
La missione — o meglio, le loro missioni — erano pericolose. O almeno potevano esserlo. Era più preoccupata di quanto mostrasse: in gioco c'erano le vite di milioni di persone, compreso il tessuto stesso della realtà, visto che per la missione aveva convocato tutte le versioni a lei note del Dottore.