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← Arlene: Fatebreaker

Creato il 24/04/2026, 23:55 · Aggiornato il 25/04/2026, 00:08

Capitolo 9: Il Richiamo del Drago e la Preparazione alla Guerra

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La notte avvolgeva il villaggio di Elion in un silenzio inquietante. Le parole del maestro riecheggiavano ancora nella mente di Arlene: la guerra imminente, le minacce demoniache e il Re Demone Vorrath. Aveva scelto di diventare una spadaccina e maga, pronta a combattere per il regno, ma il peso di quella decisione cominciava a farsi sentire.

Dopo aver lasciato la casa di Elion, Arlene si diresse verso il bosco vicino al villaggio. Era sempre stato il suo rifugio, un luogo dove poteva trovare la pace e la concentrazione necessaria per meditare e riflettere. Si sedette su una roccia coperta di muschio, il cuore ancora agitato dalle storie che aveva ascoltato.

Chiuse gli occhi, cercando di calmare i suoi pensieri, ma non ci riuscì. Il sogno del drago dalle fiamme blu tornò prepotente alla sua mente, come se la creatura leggendaria stesse cercando di comunicare con lei. Ogni volta che sognava quel drago, le fiamme blu sembravano più vicine, più reali.

E quella notte, il sogno tornò.

Nel sogno, Arlene si trovava di nuovo in una vasta pianura, con il cielo coperto di nubi oscure. Il drago dalle fiamme blu volava sopra di lei, le sue ali immense coprivano il cielo, e il calore delle sue fiamme la avvolgeva. Non provava paura, solo una strana sensazione di attrazione verso quel potere ancestrale.

Le fiamme blu danzavano intorno al drago, vive e pulsanti. Arlene si avvicinava, ma il drago la osservava con occhi antichi e penetranti. Era una creatura di saggezza millenaria, eppure non diceva una parola. Le fiamme blu non erano solo fuoco: erano una manifestazione di un potere antico, un potere che il Re Demone aveva cercato di distruggere.

Questa volta, però, qualcosa era diverso. Le fiamme blu si avvicinarono lentamente ad Arlene, avvolgendola in un caldo abbraccio. Il calore non la bruciava, ma era quasi come se il drago stesse cercando di saggiare la sua anima, di capire chi fosse davvero. Sentiva il potere dentro di sé crescere, come se una parte di lei stesse risvegliandosi.

«Chi sei?» sussurrò Arlene nel sogno, cercando di capire il significato di quella visione.

Il drago non rispose, ma si limitò a fissarla, le fiamme che si muovevano come un mare incandescente intorno a lui. Arlene si sentiva sempre più attratta da quel potere, ma allo stesso tempo sentiva un peso gravoso. Non era pronta. Non ancora.

Si svegliò di soprassalto, il cuore che batteva forte. Il sogno era stato più vivido che mai, ma anche questa volta non aveva ricevuto alcuna risposta. Le fiamme blu erano reali, ma cosa significavano per lei? Era destinata a scoprire quel potere, o era solo una manifestazione dei suoi timori?

Si alzò, osservando l’orizzonte che si tingeva dei primi colori dell’alba. Aveva preso la sua decisione. Avrebbe affrontato il suo destino, qualunque esso fosse. Aveva scelto di combattere come spadaccina e maga, di onorare il sacrificio di Elara e di difendere il regno. Ma sentiva che la storia delle fiamme blu e del drago avrebbe giocato un ruolo cruciale nella guerra che stava per affrontare.

Il giorno seguente, Arlene si immerse nei preparativi per la guerra. Era stata assegnata a una divisione dell’esercito imperiale composta da soldati di diverse razze e classi. C’erano elfi, umani, e persino alcuni gnomi, tutti uniti dalla comune volontà di fermare il Re Demone e le sue forze oscure. Le parole di Elion sulla coesione tra le razze riecheggiavano ancora nella sua mente.

Durante l'addestramento, Arlene si trovò a osservare con attenzione le diverse classi che componevano l'esercito. Spadaccini, maghi, lancieri, arcieri e sacerdoti si allenavano fianco a fianco, ognuno con le proprie abilità uniche. Tutti erano fondamentali per il successo della battaglia imminente.

Arlene, nel frattempo, continuava a migliorare le sue capacità con la spada. Sapeva che doveva essere in grado di fondere la magia e la forza fisica in un unico stile di combattimento. Ogni giorno si esercitava con dedizione, affinando i suoi movimenti, perfezionando la sua magia e rendendo ogni colpo letale.

Elion osservava da lontano, soddisfatto dei suoi progressi, ma anche preoccupato. Sapeva che la guerra sarebbe stata brutale e che molti dei soldati che stavano addestrando non sarebbero tornati. Tuttavia, vedeva in Arlene una forza speciale, una determinazione che ricordava quella di Elara.

Una sera, dopo una lunga giornata di addestramento, Elion chiamò Arlene nel suo studio. La stanza era illuminata solo da una candela, e il volto di Elion sembrava più cupo del solito.

«Arlene,» iniziò, «c'è qualcosa di cui non abbiamo mai parlato apertamente. Tu continui a sognare quel drago dalle fiamme blu, e io penso che ci sia un motivo per questo.»

Arlene lo guardò, sorpresa. «Cosa intendi?»

Elion si sedette e prese un respiro profondo. «Le fiamme blu che continui a vedere non sono solo una leggenda. Sono state una forza reale, una volta. Vorrath, il Re Demone, ha cercato per anni quel potere, perché sapeva che era l’unica cosa in grado di opporsi alla sua volontà. Quando ha sterminato i draghi, non lo ha fatto solo per distruggere i nostri alleati. Voleva controllare le fiamme blu, ma non ci è mai riuscito.»

Arlene sentì un brivido percorrerle la schiena. «E perché le sogno io?»

«Non lo so,» ammise Elion. «Ma credo che tu abbia un legame con quel potere, anche se non so in che modo. Forse è solo un richiamo al passato, o forse le fiamme blu cercano qualcuno che possa risvegliarle. Quello che so è che non devi cercare di forzare le cose. Il potere delle fiamme blu è troppo grande per essere controllato facilmente.»

Arlene lasciò lo studio di Elion con una nuova consapevolezza. Sapeva che il suo destino non era ancora chiaro, ma una cosa era certa: avrebbe continuato a combattere. Le fiamme blu erano un mistero che avrebbe scoperto con il tempo, ma ora, doveva concentrarsi sulla guerra che incombeva.

Con il cuore deciso e la mente concentrata, Arlene si preparò per la battaglia imminente, sapendo che il futuro era incerto, ma pronta a sfidare qualsiasi nemico.

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