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Alcune settimane fa ho terminato la revisione di "31 dicembre", il primo racconto su Luna e Patty. Il lavoro è stato portato avanti con uno spirito totalmente diverso rispetto alla fase di stesura di molti anni fa: se la stesura corrisponde a un momento di disperazione per la mancanza dell'amore sognato, la revisione è vissuta all'interno di quell'amore finalmente trovato. Riprendendo in mano il racconto ho avuto modo di guardare indietro, con nostalgia: non del dolore, ovviamente, ma della persona che ero, a cui penso tuttora con affetto, in quanto parte integrante della mia storia.
Terminata la revisione, tuttavia, da quelle pagine udivo distintamente dei bisbigli: Luna e Patty mi raccontavano ancora, con entusiasmo. Ho dunque parlato loro e chiesto di pazientare, per consentirmi prima di farle conoscere ad alcune persone. Ebbene, terminata la lettura, diverse di queste persone hanno subito espresso il desiderio di saperne di più, di come la storia proseguisse, di avere molti più dettagli sulla vita delle due ragazze.
A quel punto ho dovuto pregare queste persone di pazientare a loro volta, tornando di corsa da Luna e Patty per ascoltarle e mettere per iscritto quanto avevan da dirmi.
Con non poca sorpresa, nel raccontarmi la loro vita seguitavano a fare espliciti riferimenti alla mia, quali l'abitudine di conservare oggetti come ricordi, l'inusuale grafia infantile, il modo di vestire trasandato, le Bisce d'acqua di Klimt e... la canzone.
La canzone
Joy appartiene a una lista di canzoni che ho raccolto negli anni, nelle quali ho sempre trovato straordinaria la dolcezza della voce femminile. Senza essere al corrente di tutto ciò, Luna e Patty mi hanno parlato di Joy, al che ho voluto riascoltarla con attenzione e ho avuto la folgorazione: sembrava scritta su di loro, raccontava esattamente la loro storia!
Ma non mi bastava. Per capire come l'avessero scelta, cosa significasse e quali sensazioni avesse suscitato, ho finito per ascoltarla centinaia di volte. Per diverse settimane è stata il sottofondo musicale di ogni momento che potevo dedicare loro, fino a che non l'ho fatta mia. Solo allora ho potuto sentire in quelle parole la loro voce più potente, la voce della gioia d'amore urlata al mondo.
Alexis N.,
14 luglio 2026