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Soglie — Prima sfida di Sulla Soglia del Canone

Contest terminato

Inizio sfida

24/04/2026, 17:29

Fine sfida

16/05/2026, 23:59

Ciao a tutti, qui è Sh3rry che vi parla! Inauguriamo le sfide del sito con un tema che è anche un omaggio al nome di questo spazio. Il tema Scrivere un momento in cui un personaggio attraversa una soglia, letteralmente o non. Un limite oltre il quale non si torna uguali. Come funziona - Pubblica una storia con il tag libero #sfida-soglie entro il 16 maggio. - Lunghezza massima: 3.500 parole. Oneshot o racconto breve. Nessun minimo: anche una drabble ben riuscita va bene. Potete inoltre pubblicare più capitoli ma il totale complessivo deve essere quello. - Possono essere storie nuove o già scritte. Il tema della soglia deve essere presente e riconoscibile nel testo. - Dopo aver pubblicato, leggi e lascia feedback ad almeno 2 storie altrui (di storie che partecipano alla sfida). Puoi scegliere se lasciare una recensione (con voti e testo articolato) o un commento (più immediato, anche su un singolo passaggio che ti ha colpito). Entrambi contano, purché dicano qualcosa della storia: un'immagine che ti è rimasta o un'emozione che hai provato. Un "bellissima!" non basta. Regole generali - Tutti i fandom, oltre alle opere originali. - Personaggi storici ammessi se nati prima del 1900. Non sono ammesse persone reali contemporanee o morte di recente. - Segnalate con chiarezza gli warning pesanti (violenza esplicita, temi intensi). Cercherò di leggere e recensire tutte tutte le storie MA alcune potrei non essere in grado di leggerle personalmente per benessere mio (questo non esclude la partecipazione). Scadenza Da oggi, venerdì 25 aprile 2026, a venerdì 16 maggio 2026 entro le 23:59. Non vedo l'ora di leggervi... e di vedere che vi leggiate tra di voi. — Sh3rry —

Contest terminato: non è più possibile iscrivere opere.

Classifiche

Classifica per aderenza al tema "Soglie"

  1. 1
    @andrew_thabooyz

    L'unico capitolo a usare la parola "soglia" testualmente, in un passaggio chiave: la soglia già attraversata alle spalle, senza saperlo. Un'interpretazione del tema più originale del semplice "confine da superare" — è un confine mancato, riconosciuto troppo tardi — rinforzata da porte fisiche ricorrenti lungo tutto il capitolo.

  2. 2
    @copy_cat

    La soglia è il meccanismo narrativo stesso: quella neurologica tra sonno e veglia, quella tra sé e l'altro nello stesso cranio, quella tra guardare dentro e guardare fuori (titolo e slogan della campagna di stato), fino alla pausa di mezzo secondo che segna il passaggio da persona a "pilotata". Il tema non è solo raccontato ma incarnato nel ritmo stesso della prosa.

  3. 3
    Il CercatoreGenerale
    @bergadavide

    Aderenza forte e multistrato: la soglia fisica (il cancello di Rivamonte), quella temporale (il crepuscolo come confine tra vita e morte), quella simbolica (la musica come passaggio da sopravvivere a vivere). Molto presente, ma più dichiarata a parole che vissuta nella forma.

  4. 4
    Rosso comeGenerale
    @cigarette

    La soglia psicologica tra innocenza e mostruosità, attraversata in scena nel momento in cui Rin smette di piangere e comincia a ridere. Reale e ben sentita, ma affidata più alle immagini che a una tematizzazione esplicita.

  5. 5
    Sii FeliceGenerale
    @andrealara_92

    Soglia soprattutto architettonica e rituale (la veranda, la porta di carta di riso, l'alba come cambio di stagione). Elegante ma il più implicito dei cinque, senza un vero evento di soglia nella trama.

Classifica generale

  1. 1
    @copy_cat

    Un capitolo di fantascienza sociale che parte da una premessa scientifica credibile (un'anomalia EEG rilevata su scala europea) e la trasforma in satira feroce e disturbante sulla gestione istituzionale della verità. Il punto di forza è il dialogo, costruito a battute cortissime e taglienti, capace di cambiare registro con naturalezza tra il linguaggio burocratico, quello del giornalismo da intrattenimento e quello più cupo. La protagonista Lara è scritta con grande coerenza il testo non cede mai alla tentazione di renderla rassicurante. Il rapporto con Mara è il cuore emotivo del racconto, e culmina in un dettaglio delicatissimo (la scritta "ciao" a matita sul fondo della tazza) che vale più di molte pagine di spiegazioni. Il finale, con la pausa di mezzo secondo che rivela tutto senza mostrare nulla, è la scelta stilistica più coraggiosa e riuscita del capitolo. Trama 10/10:la progressione del testo è serrata, a blocchi brevi che imitano il ciclo di una notizia reale, e ogni scena fa avanzare l'idea centrale senza sprechi. Personaggi 8/10: Lara e Mara sono scolpite con precisione psicologica, soprattutto attraverso lo stile show don't tell più che la descrizione diretta. Stile 9/10: il controllo del dialogo a scatti e la capacità di cambiare registro (burocratico, televisivo, minaccioso) tra scene diverse è la vera abilità tecnica del capitolo. Originalità 10/10: il concept del "passeggero" non è di per sé nuovissimo nel filone della coscienza doppia/identità sdoppiata, ma la satira specificamente italiana (talk show, jingle ministeriale, hashtag, reality show) è ciò che rende il capitolo distintivo e riconoscibile rispetto ad altre opere simili sul tema.

  2. 2
    @andrew_thabooyz

    Thriller psicologico costruito quasi interamente sul dialogo in sala interrogatori tra il detective Smith e un uomo enigmatico che sembra sapere più di quanto dovrebbe. Il punto di forza è il ritmo: battute cortissime, spesso di una sola parola ("Chi." "Quale." "Non farlo."), che creano una tensione quasi ipnotica e imitano lo stato mentale sempre più frammentato del protagonista. Il gesto ricorrente delle dita di Smith che sfregano il palmo è un ottimo ancoraggio fisico per la sua ossessione, e la struttura a incastro (presente e flashback che si sovrappongono senza soluzione di continuità, fino a fondersi nella stessa stanza, con lo stesso uomo) è gestita con controllo. Il twist finale, che colloca la vera colpa non nel destino o negli indizi mancati ma in una scelta precisa di Smith otto anni prima, è ben preparato e arriva con la giusta ambiguità: non è mai del tutto chiaro se l'uomo interrogato sia reale, un ricordo, o una proiezione della coscienza del detective, e questa incertezza è probabilmente la scelta più riuscita del testo. Verso la fine, però, la ripetizione anaforica di certi costrutti ("Non era... non è mai... non è stato...") che nella prima parte crea tensione, nell'ultimo tratto rischia di scivolare in manierismo, appesantendo leggermente l'impatto della rivelazione finale invece di acuirlo. Trama 8/10: la struttura a incastro tra interrogatorio presente e colpa passata è ben orchestrata e il twist psicologico è preparato con cura. Personaggi 6/10: Smith è scolpito bene attraverso la fisicità (il gesto delle dita, l'immobilità, il respiro che si ferma) più che attraverso l'introspezione diretta, il che è una scelta stilisticamente coerente con un personaggio chiuso ed evasivo. L'uomo interrogato invece resta necessariamente più dispositivo narrativo che personaggio a sé, il che è funzionale al twist ma limita la sua profondità come figura autonoma. Stile 8/10: il dialogo serrato è la vera abilità tecnica del testo, capace di reggere da solo quasi tutto il peso della tensione narrativa. Il voto riflette anche il rischio di manierismo nella parte finale, dove la ripetizione ossessiva di certi costrutti sintattici, usata bene all'inizio come cifra stilistica, verso la fine diventa un po' prevedibile. Originalità 7/10: l'esecuzione è curata e l'ambiguità tra realtà e proiezione psicologica è ben gestita, ma la formula del "detective specchio della propria colpa non riconosciuta" è un dispositivo noto nel genere poliziesco/thriller.

  3. 3
    Rosso comeGenerale
    @cigarette

    Un dark fantasy/crime ambientato in un mondo di clan criminali con innesti fantastici. Il capitolo si apre con una scena forte per poi saltare in avanti nel tempo verso Rin adolescente nel dojo del clan. La trovata più riuscita è il "gioco dei colori" che Rin usa come meccanismo di difesa mentale durante una scena di tortura ed è un buon modo per rendere l'orrore psicologico senza doverlo descrivere in modo esplicito, nonchè l momento in cui la scrittura raggiunge il suo punto più alto. Mi è spiaciuto un sacco che credo per il limite di parole che ho dato l'impatto ne abbia un po' risentito. Trama 7/10: l'apertura con la strage è potente e ben ritmata, ma la struttura a due tempi (il prologo con Jihi bambino, poi Rin anni dopo) introduce troppo materiale nuovo tutto insieme nella seconda parte, diluendo l'impatto della prima. Personaggi 6/10: Jihi è il personaggio più riuscito: il contrasto tra il nome "Misericordia" e la sua crudeltà è un'ottima trovata caratteriale, rinforzata dal parallelo implicito tra lui come bambino sopravvissuto e Rin come bambina raccolta. Rin invece in questo capitolo l'ho trovata più oggetto/simbolo (vittima, arma in formazione) che soggetto con una voce propria (il mio voto riflette questo). Stile 7/10: la scrittura è evocativa e ha momenti di vera intensità (il gioco dei colori, l'odore del sangue "come sua madre"), ma l'uso sistematico di corsivi e aggettivazione estrema riduce l'efficacia dei climax invece di aumentarla: quando tutto è "atroce" o "aberrante", le parole perdono peso. Un editing che diradasse gli ornamenti lascerebbe più spazio alle immagini forti che già ci sono. Originalità: 8/10: il "gioco dei colori" è l'elemento più originale e personale del capitolo

  4. 4
    Il CercatoreGenerale
    @bergadavide

    A PARIMERITO CON SII FELICE L'apertura funziona bene sul piano sensoriale e il worldbuilding essenziale è comunicato senza infodump eccessivi. La struttura di fondo è un omaggio dichiarato a Il Donatore di Lois Lowry, cosa che ho apprezzato moltissimo! La vera variazione sul modello, e il vero contributo originale del testo, è la sostituzione della musica ai ricordi/colori come elemento proibito: un'idea che ha del potenziale, perché lega la riscoperta sensoriale a un oggetto fisico (lo strumento) e a un gesto (il canto) invece che meramente a un flusso di immagini mentali. Trama 7/10: impianto derivato ma coerente; il concetto di musica è la parte più promettente ma poco sfruttata visto il limite di parole in questo estratto. Personaggi 6/10: Lia è funzionale ma generica, Deriva ha più spessore di lei nonostante lo spazio ridotto. Stile 6/10: buona resa sensoriale, ma un eccesso di similitudini e aggettivi appesantisce le scene d'azione. Originalità 8/10:l'impianto è dichiaratamente debitore verso Il Donatore, ma la variazione tematica (musica al posto della memoria) è gestita con intelligenza!

  5. 5
    Sii FeliceGenerale
    @andrealara_92

    A PARIMERITO CON IL CERCATORE Racconto storico ambientato nella corte di Edo, incentrato su un capo delle guardie reali segnato da un lutto mai elaborato (l'incendio della città, la perdita di un amico/compagno d'armi dagli "occhi azzurri"). Il tono è il più controllato e maturo tra tutte le storie del contest niente eccessi retorici, una malinconia trattenuta che si esprime attraverso gesti minimi. È una scrittura che si fida del non detto, e il finale, con le due parole "Sii Felice" come ultimo testamento dell'amico perduto, è delicato ed efficace. (Ci sono anche alcune sbavature di editing coff coff) Trama 6/10: in senso stretto accade poco ed è più un ritratto emotivo a bassa intensità narrativa che una scena con un proprio arco. Questo può essere del tutto legittimo come apertura contemplativa di un romanzo più ampio ma isolato come capitolo da giudicare autonomamente fatica a offrire un gancio narrativo forte. Personaggi 7/10: il protagonista è ben caratterizzato nel suo dolore trattenuto, con un buon uso di dettagli fisici (i capelli pettinati, il rituale del sakè) per suggerire disciplina esteriore contro caos interiore. Stile 8/10: la prosa misurata e la capacità di suggerire senza spiegare sono il punto di forza reale del capitolo, ed è lo stile più "adulto" tra i testi del contest: Il voto risente del problema dell'editing. Originalità 6/10: il setting di corte giapponese storica è scelto e reso con discrezione, ma la figura del guerriero-guardia del corpo malinconico, segnato da un amico perduto e da un amore mai realizzato, è un archetipo molto riconoscibile nella narrativa storica/wuxia. Nel complesso è un ottimo lavoro, che secondo me se fosse rivisto sarebbe veramente fantastico.

Classifica generale del sito (non coincide con l'ordine della sfida): classifica in evidenza e storie scelte.

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