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Terra-13, Central City
In una strada si aprì un varco e ne uscì un uomo alto di mezza età. I suoi capelli ormai tendenti al bianco per la vecchiaia incorniciavano un viso stanco. Indossava un lungo cappotto blu, una camicia bianca e una benda sull'occhio sinistro.

Si guardò intorno, ammirando il panorama di Central City. La città non era certo la più bella del mondo, ma rispetto al tugurio in cui viveva prima era il paradiso. Purtroppo non aveva tempo per fare il turista: aveva una missione da portare a termine.

Dopo aver dato una breve occhiata agli S.T.A.R.Labs , un edificio dalle fattezze simili a uno stadio, l'uomo si teletrasportò sotto terra, in un laboratorio segreto appartenente al Cadmus, un'organizzazione poco amica degli alieni e simili. Il bendato fu subito circondato da un gruppo di uomini armati, che furono prontamente inceneriti dalle sue fiamme blu. Le fiamme, che avevano il potere di incenerire ogni cosa, sciolsero anche le porte blindate di uno dei tanti laboratori.
Una volta entrato, notò due capsule bianche contenenti due persone, o così il vecchio sapeva. Nella prima c'era un simbolo molto simile a una S, nell'altra invece era scritto "progetto Berserkr". Era proprio ciò di cui l'uomo aveva bisogno in quel momento.

Dopo aver aperto la capsula, un ragazzo magro e biondo cascò a terra. Aveva un aspetto malandato e malaticcio, almeno all'inizio. Poco dopo, infatti, il ragazzo si trasformò in una creatura alta, nera e grottesca. I suoi occhi gialli guardarono con odio omicida colui che lo aveva liberato, per poi ruggirgli contro. Per fortuna il suo salvatore si teletrasportò fuori da quel laboratorio bianco e sterile, tornando in città. Il suo scopo era semplice: scatenare la rabbia cieca del bestione per la città, in modo da distrarre l'eroe locale mentre lui faceva i suoi comodi.
La bestia cominciò a seminare distruzione un po' ovunque, scatenando il panico tra i cittadini. Uno di questi, che era molto probabilmente il più coraggioso o il più stupido della folla, lanciò una lattina contro il Berserkr sperando in chissà che cosa. La creatura però non la prese molto bene e di rimando si lanciò contro un camion. Per il poveretto sembrava che non ci fosse speranza, ma quando il mezzo di trasporto gli era ormai molto vicino, una scia gialla lo salvò dal suo inevitabile destino.

Gli occhi della folla si accesero di speranza quando videro quella scia, dato che alcuni urlarono:
<< Finalmente è arrivato Flash! >>
<< Lui sconfiggerà quel mostro ne sono sicuro! >>
<< Evviva l'eroe di Central city! >>
La creatura rimase un po' spaesata da tutto ciò, ma si riprese subito e si girò di scatto verso un ragazzo. Questi indossava una tuta aderente rossa con uno stemma bianco al centro del petto, raffigurante un fulmine giallo. Sembrava avere anche dei fulmini gialli, uno per lato, dipinti sulle orecchie.
Il ragazzo le rivolse subito la parola, dicendo:
<< Perché non te la prendi con me?! >>
<< Ehm amico >> disse qualcuno che stava vedendo la scena dal suo computer ed era in diretto contatto con il velocista << se fossi in te non provocherei troppo quel coso >>
<< Grazie per la fiducia, Cisco >> gli rispose l'amico. << Sai che ho affrontato di peggio in questi ultimi tempi...>> La creatura però decise di non fargli finire di parlare e con uno scatto fulmineo, gli diede una gomitata allo stomaco che lo fece schiantare violentemente contro una macchina.
<< Che male! A quanto pare anche lui ha la super velocità >>.
<< Ed ha anche la super forza, per cui fai attenzione >> gli disse Vibe.
Molto probabilmente, quel pomeriggio, alcuni civili avevano proprio voglia di morire. Due ragazzi che si trovavano sopra un balcone presero un fucile, molto probabilmente era del padre di famiglia e spararono contro l'imbufalito.
<< Cavolo amico! L'ho preso in pieno! >> Urlò uno dei ragazzi, probabilmente ubriaco
<< Già! Che figata, ma che cavolo?! >> Il mostro gli si parò davanti con una velocità pazzesca
<< Cisco! Questo coso può anche volare! >> Disse Flash allarmato, tutti questi poteri gli ricordavano quelli della sua amica Supergirl, ma non poteva essere un Kryptoniano, giusto?
<< Contro quale metaumano state combattendo? >> Domandò una voce.

<< Sta zitto HR! Sto aiutando Barry a salvare la città >> gli rispose male Cisco, che ancora non tollerava questa versione di Harrison Wells.
<< Andiamo Ramon, pensavo che avessimo accantonato l'astio tra di noi >>
Vibe scosse la testa << ascolta Flash, vai lassù e prova a lanciagli un fulmine prima che quello se li mangi >>
<< Ok ci provo! >> E dopo neanche un secondo, grazie alla forza della velocità, era già sul tetto. Girò intorno alla bestia per poi fermarsi e lanciare un fulmine giallo scaturito dalla sua mano. Il fulmine si schiantò contro il nemico facendolo cadere giù dal balcone.
<< Ce l'ho f...>> non fece in tempo a finire la frase che intravide il cattivo che si rialzava volando. Successivamente, gli si scagliò contro mandandolo contro il muro della casa. Poi lo prese per il costume con la mano sinistra, mentre la destra assumeva una forma allungata e appuntita simile a una lancia, pronta a trafiggerlo. In quel momento, il destino del velocista scarlatto sembrava in mano alla creatura. L'eroe di Central City stava per vibrare attraverso il pavimento per sfuggire dalle grinfie del nemico, ma avvenne qualcosa di strano: il bestione si prese la testa con le mani e cominciò a gridare in quello che sembrava russo:
<< Net! YA ne monstr! >> Detto ciò, se ne andò via da lì volando, lasciando un Flash confuso e dei ragazzi tremanti di paura.
<< Wow! Se tutti i cattivi si ritirassero così, la vita sarebbe più facile >> disse ridendo Ramon.
<< Sì, ci sarebbero meno problemi >> gli rispose l'amico. << Ora vado da Iris, avvertimi se quel coso dovesse ripresentarsi >>.
<< Ok, ci vediamo >> disse spengendo il computer << HR! In genere non stai mai così zitto >> affermò il ragazzo. Infatti, quando si alzò dalla postazione computer vide che il finto scienziato di Terra 19 era svenuto.
"Ma che cavolo?" Pensò il ragazzo preoccupato. << HR, non fare scherzi! >>
<< Oh, ma non sta affatto scherzando >> disse una voce dietro di lui.
Il ragazzo si girò e vide l'uomo che aveva evocato il mostro, il quale lo osservava con fare serio. Cisco poteva notare che c'era qualcosa di sbagliato e di potente in quell'individuo.
<< Ok la benda sull'occhio fa fico >> disse Vibe << ma non mi lascio incantare così facilmente. Quindi, chi sei? >>
<< Non sono venuto qui per chiacchierare, ma per utilizzare la tua particolare abilità >>
<< Sei un amico di Savitar? Perché in tal caso puoi anche andartene! >> Lo minacciò lui.
Samarium, già stufo delle sue chiacchiere, si teletrasportò dietro di lui e gli mise un piccolo congegno circolare dietro al collo.
<< Comandi signore >> disse Cisco con un'espressione del tutto assente, segno che quel congegno serviva per renderlo suo schiavo.
<< Voglio che tu mi porti in un'altra dimensione, adesso! >>
<< Subito signore, ma prima devo prendere le mie cose, altrimenti il passaggio non si aprirà correttamente >>
<< D'accordo, ma sbrigati >> L'uomo non aveva tempo da perdere. Si trovava negli Star Labs, ovvero all'interno dello "stadio" visto da lui precedentemente. Quei laboratori non erano altro che la base del Team Flash, il che significava che presto o tardi altri membri sarebbero arrivati per rovinargli i piani.

Doveva ammettere che quel posto era all'avanguardia: i computer erano posizionati su un lato ed erano attivi 24 ore su 24. C'era anche il manichino dove Flash tendeva a posare il suo costume quando non gli serviva, e si poteva notare una porta di vetro che dava ad un laboratorio medico.
<< Signore, sono pronto >> lo richiamò all'attenzione il metaumano e lui annuì. Vibe indossava una giacca nera e bordeaux con delle linee giallo scuro sulle spalle e sulla zona del colletto. I pantaloni erano neri e sul volto portava degli strani occhiali da sole. Non si potevano non notare i grossi guanti che aveva sulle mani.

<< Bene allora apri il portale e andiamo >>
Detto ciò, il ragazzo ubbidì. Dalle sue mani uscirono delle vibrazioni che aprirono un varco interdimensionale azzurro, e i due vi si scomparvero dentro. Caitlin Snow, avvertita dal suo amico dell'attacco del bestione alla città, accorse subito nella sala principale. Vedendo HR svenuto, si preoccupò non poco.
<< Cisco! Cisco!, ci sei? >> Domandò la ragazza, ma non ricevette risposta. Allora prese il telefono. << Barry abbiamo un problema >>.
Terra-14, luogo sconosciuto
Intanto, in un altro universo, altri supereroi si stavano avviando verso la loro nuova casa. La guerra civile tra i più grandi eroi della Terra aveva costretto alcuni di loro a vivere in clandestinità. Questi eroi si erano rifiutati di firmare gli Accordi di Sokovia, che avrebbero limitato i loro diritti e il loro operato.

<< Scusa, Steve, non vorrei sembrarti un tipo pretenzioso, ma questo edificio fa schifo >> disse l'eroe che rispondeva al nome di Falcon. Il posto in cui erano diretti sembrava la fusione di un bed and breakfast scadente e una discarica. L'eroe di colore indossava ancora la sua tuta da eroe, una divisa antiproiettile grigia con un simbolo rosso e due ali meccaniche dietro la schiena.
<< So che non è il massimo, ma dobbiamo farcela bastare per non dare nell'occhio >> rispose niente di meno che Capitan America. Il ragazzone alto e biondo aveva un'espressione triste sul volto. Sapeva che Sam e gli altri si trovavano in quella situazione un po' per colpa sua, ma che cosa avrebbe dovuto fare? Firmare non era un'opzione.
<< È tutta colpa del protocollo di Sokovia e di Tony Stark >> disse un arciere accanto a loro. Clint Barton era avvelenato con Iron Man: non solo aveva minacciato la sua famiglia, ma anche la sua protetta Wanda Maximoff. Le condizioni con cui la strega era stata tenuta nelle celle del Raft facevano sembrare i lager dei villaggi turistici. Clint, così come anche Scott Lang alias Ant-Man, avevano intenzione di prendere gli arresti domiciliari per stare accanto alle loro famiglie, ma non prima di aver aiutato Cap e gli altri a trovare un rifugio sicuro.
<< Andiamo, Barton, come ho appena detto non dobbiamo farci scoprire dal governo. Inoltre, ho visto un bel campetto da calcio qui accanto, perfetto per gli allenamenti mattutini. Che ne pensi, Wanda? >>
La ragazza però non rispose e tutti si girarono.
<< Ehi, ma dove è finita? >> Chiese Falcon.
<< Ragazzi, ho appena visto l'interno e io non intendo vivere lì dentro. Quel posto è peggio della prigione, e fidatevi, lo so bene >> disse Ant-Man.
<< Zitto, Scott, non riusciamo più a trovare Wanda >> disse Steve allarmato.
<< Sta bene >> disse loro una bella voce femminile appartenente ad un'ancor più bella donna dai capelli rossi. << Si è fermata su una panchina un po' più indietro per poter stare un attimo da sola. Pensa ancora che la Civil War sia tutta colpa sua >>.
Gli altri annuirono tristi al commento di Natasha alias la Vedova Nera e speravano che un giorno la loro giovane amica avrebbe superato i suoi sensi di colpa.

Wanda si trovava seduta sulla sua panchina quando dietro di lei apparvero Cisco e il suo rapitore. Stando attento a non farsi vedere, Cisco colpì alle spalle la potenziata facendola svenire. Dopo averla presa in braccio, i due scomparvero da dove erano venuti.
Terra-10, Londra
Londra, 2016. Questo era il periodo in cui una certa professoressa Song si teletrasportò in un vicolo con il suo manipolatore del vortice. La bionda riccioluta aveva intenzione di andare a trovare il Dottore: suo marito le aveva appena inviato un messaggio dove le diceva di presentarsi in questo vicoletto sperduto.

<< Ciao dolcezza, mi hai chiamato? >> Disse in modo ironico e sensuale, ma nessuno rispose. "Tipico," pensò lei. << Dolcezza? >>
<< Grazie, non dovevi >> rispose una voce dietro di lei.
<< Tu chi saresti?! >> Gli disse puntandogli contro una pistola laser, ma venne prontamente stesa da Vibe che si trovava alle sue spalle.
**
Terra-14.5, New York**
In un camioncino che vendeva chimichanga, un certo mercenario chiacchierone si stava divorando tutte quelle prelibatezze messicane fino a scoppiare, finchè qualcuno non lo chiamò:
<< Deadpool! >>

<< Tu chi saresti, rompi palle?! >> Gli urlò contro il mercenario.
<< Sono Samarium e sono venuto qui per offrirti un lavoro >> si presentò il rapitore di eroi.
<< Come osi disturbarmi mentre sto mangiando il mio piatto preferito? Dovrei ucciderti per questo! >> Lo minacciò Wade.
<< Scusa, perché sei in mutande? >> La domanda del bendato era legittima: lui indossava solo le mutande e la maschera. Data la pelle deturpata del mercenario chiacchierone, non era davvero un bello spettacolo.
<< Leggi il cartello >> gli disse lui.
L'uomo si girò e vide che c'era scritto " fate come se foste a casa vostra".
<< Questo qui è proprio bruciato. Mi chiedo come la sua fidanzata faccia a stare insieme a lui >> si chiese Samarium, strofinandosi la faccia con fare rassegnato. << Sai che non sei un bello spettacolo, vero? >>
<< Si lo so, per questo indosso la maschera >> gli spiegò lui.
<< Sì, ma... anche il tuo corpo è ricoperto di cicatrici >>
<< Oggi non volevo uccidere nessuno, ma questo qui continua a rompere >> sbuffò Deadpool.
<< lo sai che ti sento vero? >>
<< Wade che cosa ti ho detto riguardo la pubblica nudità >> Lo rimproverò una bellissima donna dal bel sorriso e lunghi capelli neri.
<< Vanessa tesoro, non sono nudo, indosso la maschera e le tue mutandine >> disse indicando delle mutandine da donna nere.
Lei scosse la testa << sai che non devi prendere i cartelli alla lettera >>
<< E tu sai che il mio cervello non funziona in maniera normale >> si difese lui.
<< Lasciamo stare, chi è il tuo nuovo amico? >> Chiese curiosa, mentre osservava Samarium.
<< È uno stronzetto che sto per uccidere >>
<< Sono un cliente, vorrei assumere il vostro fidanzato >> si presentò lui.
<< Allora accetta, visto che ci servono i soldi per le bollette >> disse Vanessa.
<< Ok d'accordo verrò con te Pirata, sperando che questa nuova versione di questa storia non faccia la stessa fine della precedente >> detto ciò si alzò apri un cassonetto e vi triò fuori il suo classico costume rosso e nero e se lo mise addosso insieme alle sue catane e pistole. << Chi devo uccidere? >>
Terra-9, New York
In un'altra New York, quattro tartarughe umanoidi combattevano contro dei criminali all'interno di una banca. Questi quattro coraggiosi eroi erano conosciuti come le Tartarughe Ninja e difendevano la città, e talvolta il mondo, da svariate minacce.

<< Donatello, sbrigati a disattivare quella bomba! >> Gli urlò il fratello e capo Leonardo. Leonardo era il leader del gruppo e aveva la maschera blu, mentre Donatello ne aveva una viola ed era il tecnico del gruppo.
<< Sto facendo del mio meglio, Leo! >>
<< Cowabunga!! >> Urlò Michelangelo, il burlone del quartetto.
<< Cretino! >> Lo insultò Raffaello mentre pestava i criminali. << Ragazzi, vado a prendere il capo >> continuò a dire il portatore della bandana rossa.
<< Raf, ma che fai?! Attieniti al piano! >> Gli urlò contro Leonardo, ma suo fratello era già partito alla carica.
Il rosso sfondò una porta e si trovò davanti il Direttore della banca legato alla sedia.
<< Non preoccuparti, ti salverò io! >> Detto ciò, si buttò verso di lui sfondando il vetro e finendo ai piedi della banca. Tuttavia, facendo ciò, tutte le bombe esplosero radendo al suolo l'edificio. Fortunatamente, i suoi fratelli stavano bene.
<< Raffaello! Che ti è saltato in mente?! >> Gli urlò contro Leonardo.
<< Ho salvato la situazione! >> Rispose il rettile con la bandana rossa.
<< Si, e ci hai quasi ammazzati tutti distruggendo pure l'edificio! >> Lo rimproverò Donatello << Potevi aspettare che disinnescassi le bombe >>
<< Non è colpa mia se ci hai messo troppo con le bombe! Ho salvato il Direttore e sconfitto i nemici, in pratica ho salvato la situazione! >>
<< Tu hai quasi distrutto la situazione! Dovevi attenerti al piano! >> Gli urlò contro Leonardo.
<< Tutto quello che faccio è sempre sbagliato, vero? >> Chiese furioso Raffaello.
<< Ascolta Raf, ci abbiamo davvero messo tanto a farci accettare e finalmente, dopo aver battuto Krang, ci hanno dato le chiavi della città...>> Michelangelo non riuscì a finire la frase intimorito dallo sguardo del fratello.
<< Dove vuoi arrivare, Miki?! >>
<< Sta dicendo che se continui ad agire così la nostra reputazione si riabbasserà di nuovo >> disse Donny.
<< Quello che è fatto è fatto >> sospiro Leonardo << ora andiamo a dire a Splinter come è andata la missione >>.
<< Io vado a farmi un giro, andate voi da nostro padre >> detto ciò Raffaello se ne andò.
<< Raf! >>
<< Lascialo sbollire la rabbia, Miki >> gli disse Donatello mettendo la mano sulla spalla di colui che portava la maschera arancione.
"Non ci vedo più dalla rabbia. In fondo ho salvato la situazione, a Leonardo non va bene mai niente e gli altri due che gli obbediscono come cagnolini, fortunatamente io sono libero e..." i suoi pensieri furono subito disturbati da qualcuno.
<< Chi è là? >> disse sguainando i suoi Sai.
<< Chi è vestito di rosso e nero e sta per addormentare una tartaruga gigante e parlante? Ovviamente io, Deadpool! >>
Sentite queste parole, il povero Raffaello piombò nell'oscurità.
Terra-0, Viterbo
In uno dei tanti appartamenti viterbesi, un ragazzo biondo era spaparanzato sul divano a guardare la TV. Il notiziario stava trasmettendo l'ultima delle "incredibili" imprese di un certo Blue Pheasant, un eroe che non era minimamente in grado di svolgere bene il suo lavoro. Tanto è vero che per salvare una banca l'aveva allagata, creando più casini che altro. Andrey riteneva figo il fatto che ci fosse un supereroe anche nel mondo reale e non solo nei fumetti, ma se il risultato doveva essere questo, forse era meglio se ne restava a casa.

Andrey si alzò per stiracchiarsi un po', ma fu subito messo al tappeto da Samarium, che si era materializzato alle sue spalle poco prima con un portale. Dopo aver preso il ragazzo attraversò di nuovo il vortice blu, scomparendo da quella realtà.