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- 2 - L'ASPIRANTE INFERMIERA (Martedi 9 Giugno 2026, Ore 07:00)
Ryo ascolta la consegna di Reika tenendo le braccia incrociate sul petto, gli occhi scuri che scansionano i parametri vitali stampati sui fogli del monitoraggio della notte.
Ha un approccio totalmente minimal: mentre gli altri riempiono i diari clinici di note a margine di un foglio per poi immetterli successivamente nel computer nel programma dedicato "Med-int.26", lui si limita a scarabocchiare un paio di sigle e qualche valore critico di laboratorio sul bordo del foglio delle consegne.
Non gli serve altro.
La sua mente seleziona le informazioni con la precisione di un computer, strutturando già mentalmente le priorità terapeutiche dei suoi undici pazienti.
Sa perfettamente cosa dovrà riferire al dottor Makimura non appena il medico varcherà la soglia per il giro visite.
Tra i due non serve perdersi in fronzoli.
È stato proprio Hideyuki, da dirigente medico che non sarebbe nemmeno il suo campo, a fare pressione sulla Direzione Infermieristica per accelerare il suo colloquio di assunzione, ben conscio che un professionista del genere fosse sprecato altrove.
Spesso, davanti al computer della guardiola, i due si confrontano sulla diagnostica differenziale o sulle complicanze post-operatorie quasi alla pari, parlando la stessa lingua.
Gli anni passati da Ryo in Messico, a rianimare feriti da arma da fuoco ed a gestire traumi da schiacciamento sotto il fuoco incrociato con pochissimi presidi a disposizione, gli hanno conferito un occhio clinico ed una prontezza che nessun tirocinio in una tranquilla clinica cittadina avrebbe mai potuto dargli.
Per lui, un'insufficienza renale acuta o uno shock ipovolemico non sono concetti teorici sui libri, ma situazioni già vissute nel fango.
Proprio mentre Reika sta elencando i valori dell'ultima emogasanalisi del letto 21 e quali esami ematici eseguiti alcune ore prima, la porta a battente della guardiola si spalanca bruscamente.
Entra una ragazza con il fiato corto, le guance arrossate per la corsa e la divisa d'ordinanza che la tradisce all'istante: casacca bianca, ma pantaloni azzurro cielo, il colore inequivocabile degli studenti del corso di laurea in infermieristica.
È Haruka Jigunji, la nuova tirocinante del secondo anno assegnata al loro settore.
- Scusate! Chiedo scusa per il tremendo ritardo! C'è stato un guasto sulla linea della metropolitana e sono rimasta bloccata tra due stazioni! - Esclama trafelata, poggiando la borsa sul tavolo delle consegne e cercando di sistemarsi il cartellino identificativo che le pende storto dal colletto.
Reika interrompe la lettura, scocciata dall'interruzione, ma Ryo non le dà nemmeno il tempo di respirare.
Si gira lentamente sulla sedia girevole, puntando i suoi occhi su di lei.
Il tono della sua voce non è quello scanzonato che usa nei corridoi. E' freddo, fermo, privo di qualsiasi traccia di ironia:
- Le consegne del mattino sono il momento più sacro e importante di tutto il turno, ragazza. Se salti queste, entri in stanza alla cieca. Non sai chi rischia l'arresto cardiaco, chi è a rischio caduta e chi ha una terapia infusionale in corso che magari non è fisiologica ma una trasfusione di emocomponenti. E io non ho nessuna intenzione di perdere tempo a farti un riassunto. -
Haruka deglutisce a vuoto, colpita dalla durezza di quell'infermiere di cui tutti i suoi compagni dell'università già passati in quel reparto, ne decantano la bravura.
Senza aspettare una replica, Ryo sposta lo sguardo verso l'altra operatrice socio-sanitaria seduta nell'angolo, anche lei attenta alle consegne, una delle più anziane del reparto.
- Nakomi, oggi la ragazza viene con te. Le fai fare tutto il giro letti, le igieni e i cambi posturali dei pazienti allettati. Le mostri il reparto e le spieghi le solite cose "delle reclute". Niente carrello della terapia, niente prelievi e niente parametri. -
La tirocinante sente l'orgoglio ferito. Stringe i pugni lungo i fianchi, fa un passo in avanti e protesta a testa alta, mostrando una tenacia inaspettata:
- Ma io sono un'aspirante infermiera! Sono qui al secondo anno per imparare la gestione clinica, il posizionamento degli accessi venosi e la somministrazione dei farmaci, non solo per fare il giro letti con l'OSS! -
Ryo si alza lentamente dalla sedia. La sua imponenza fisica oscura la luce della plafoniera sopra di loro. La supera con totale noncuranza, sfiorandole la spalla, e lascia cadere le sue parole con la freddezza di una sentenza:
- In questo reparto il tuo tutor clinico sono io, il che significa che decido io quando e se sei pronta per avvicinarti ad un paziente. Per oggi, inizia a capire come ci si muove in corsia e impara l'umiltà del corpo a corpo con l'assistenza di base. Questo è quanto. - Afferma.
Lasciandosi alle spalle la ragazza con il viso scarlatto dalla rabbia, Ryo esce dalla guardiola a grandi passi, immettendosi nel corridoio del lato sinistro.
È il momento di andare a vedere quanta resistenza può fare quella vecchia carcassa di Falcon al letto 26, prima di smontargli il reparto sotto i piedi.