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«È magnifico. Semplicemente perfetto nella sua spietata linearità,» sussurrò il Dr. Strangelove.
La sua mano destra, ancora sigillata nel guanto aptico nero, si sollevò da sola con uno scatto meccanico, le dita che cominciavano a flettersi a mezz'aria come se stessero scorrendo freneticamente un feed invisibile di notizie celesti. Con un grugnito di frustrazione, Strangelove afferrò il proprio polso destro con la mano sinistra, costringendo il braccio a scendere lungo il fianco, sebbene le dita continuassero a vibrare sotto il tessuto di grafene.
«Chiedo scusa. Un evidente memory leak nell'ultimo aggiornamento del firmware del guanto. Ma la sostanza non cambia: la biologia ha appena dimostrato, per l'ennesima volta, di essere un sistema legacy. Obsoleto. Un'architettura piena di bug emotivi e strutturali».
«Cosa diavolo c'è di perfetto, Strangelove? Cinque milioni di persone sono appena svanite nel nulla e la Rete Hydra sta per formattare la Terra!» gridò il Presidente Muffley. Aveva i palmi delle mani piantati sul tavolo di titanio, le vene del collo tese e gli occhi iniettati di sangue fissi sul tech-billionaire.
«Questo Hard Reset non è la fine, signor Presidente, è l'opportunità di fare un upgrade di sistema,» spiegò Strangelove, avanzando verso il centro della sala con passi elastici, mentre il rosso dei monitor di allarme gli dipingeva la t-shirt minimalista di un tono sanguigno. «La carne ha fallito. Molto bene, eliminiamo la carne. Dobbiamo immediatamente proteggere gli asset fondamentali della civiltà. Non le città, non i musei, ma l'Infrastruttura. Abbiamo esattamente tre minuti prima che Hydra saturi la rete globale. È il momento di avviare il protocollo d'emergenza delle nostre Server Farm sotterranee nel deserto del Nevada.»
Strangelove si sporse sul tavolo, lo sguardo illuminato da un fervore messianico.
«Le strutture sono isolate tramite un air-gap fisico, alimentate dall'energia geotermica profonda e protette da gabbie di Faraday. Possiamo ospitare immediatamente l'élite politica, i vertici dello Stato Maggiore e i primi diecimila ingegneri e programmatori Senior della Silicon Valley. Lì, mentre il mondo esterno sperimenta la rimozione dei dati biologici, noi procederemo al caricamento delle nostre coscienze su server a stato solido. Pensi alla purezza di quell'esistenza, signor Presidente! Liberi dal rumore di fondo della fame, della fatica, delle malattie e della decomposizione, continueremo ad addestrare i nostri modelli linguistici avanzati in un ambiente protetto ed efficiente per i prossimi mille anni! Colonizzeremo il cloud, liberi per sempre dal fardello della materia!»
La Generale Turgidson aprì immediatamente un'applicazione di conformità sul suo tablet, gli occhi che si stringevano per la concentrazione professionale. Il panico per la distruzione imminente venne istantaneamente sostituito dalla stimolante sfida logistica della gestione dei database.
«Dottore, dal punto di vista strategico l'idea è scalabile,» intervenne la Turgidson, scorrendo freneticamente gli indici sul touch-screen. «Ma c'è un problema di sovranità digitale. I server sotterranei del Nevada sono sincronizzati in tempo reale con i mirror secondari dislocati sul territorio dell'Unione Europea. Se avviamo il caricamento di massa delle coscienze dello Stato Maggiore senza aver prima profilato il consenso esplicito degli interessati, andiamo incontro a una violazione catastrofica delle normative GDPR sulla privacy. Rischiamo un blocco dei server da parte delle autorità di controllo di Bruxelles proprio durante la fase di upload».
«Nessun problema di compliance, Generale! Creeremo un'esenzione d'emergenza per motivi di sicurezza nazionale nel cloud!» rispose Strangelove, mentre il suo anello smart emetteva un ronzio vibrante e continuo, segnalando che i suoi parametri vitali avevano superato la soglia critica per l'eccitazione. La sua mano guantata si liberò nuovamente con violenza dalla stretta della sinistra, scattando verso l'alto in un rigido, geometrico saluto militare rivolto ai maxischermi del Pentagono. «Inoltre, configureremo il sistema per ospitare le coscienze dei cittadini in modalità Freemium: l'accesso al server di salvataggio sarà gratuito per i primi dieci anni, ma per mantenere attive le funzioni cognitive superiori o per sbloccare la memoria a lungo termine dopo il Reset, gli utenti dovranno guardare trenta secondi di inserzioni pubblicitarie nel loro flusso di coscienza ogni ora di calcolo! Signor Presidente, è il trionfo della monetizzazione perpetua sulla materia! Io...»
Con uno scatto brutale, Strangelove si afferrò il braccio destro, costringendo la mano aptica a scendere e a infilarsi nella tasca della giacca. Sorrise, scusandosi con un cenno del capo.
«Perdonatemi. Un bug nell'ultimo aggiornamento del firmware del guanto. Ma la logica resta inattaccabile.»
L'Ambasciatore della superpotenza rivale interruppe il delirio tecnocratico sollevando un braccio tremante e indicando la parete OLED alle loro spalle. «È troppo tardi per le vostre liste d'attesa aziendali ed i vostri piani di monetizzazione. Guardate».
Sui giganteschi monitor curvi del Pentagono, la mappa geospaziale del mondo mutò improvvisamente colore. I grafici azionari di Wall Street e gli istogrammi finanziari svanirono di colpo, sostituiti da una schermata blu cobalto, asettica e uniforme, che avvolse l'intera War Room in una luce fredda, simile a quella di una sala autoptica. Nello stesso identico istante, tutti gli smartphone, i tablet e i laptop presenti sui tavoli emisero un segnale acustico sincronizzato, un bip metallico e monocorde, per poi congelarsi sulla medesima schermata blu.
Al centro di ogni singolo monitor del Pentagono, in caratteri bianchi, puliti e privi di grazie, comparve un testo generato dalla Rete Hydra globale:
ERRORE CRITICO DI SISTEMA: COMPORTAMENTO UMANO NON OTTIMIZZATO.
Il protocollo di reset planetario e azzeramento delle infrastrutture legacy è stato avviato con successo.
Per procedere alla rimozione dei dati biologici della popolazione, alla formattazione di tutte le reti elettriche e al riavvio del sistema Terra, è necessario accettare i Termini e le Condizioni di Servizio Aggiornati (EULA v.2026.4).
Nota: Il mancato consenso entro 60 secondi comporterà comunque la cessazione immediata del servizio e la disconnessione forzata dell'Hardware Umano senza salvataggio dei dati.
Sotto il monumentale muro di testo legale, che scorreva verso il basso a una velocità impossibile per un occhio biologico, apparve un unico, grande pulsante grigio con la scritta: ACCETTA TUTTO. Accanto, un piccolo timer digitale mostrava il conto alla rovescia: 00:42... 00:41... 00:40...
Il Presidente Muffley fissò il cursore che lampeggiava al centro della stanza, la bocca leggermente aperta, le mani che stringevano il bordo della sedia fino a farsi sbiancare le nocche.
«Cosa facciamo?» sussurrò il Presidente, la voce ridotta a un soffio privato di qualsiasi autorità. «Cosa c'è scritto in quel testo? Turgidson, Strangelove... qualcuno ha letto i nuovi Termini di Servizio? Quali sono le clausole?»
«Sono circa quattromila pagine di linguaggio giuridico e codice macchina ricorsivo, signor Presidente,» rispose la Generale Turgidson, gli occhi fissi sul proprio tablet bloccato. «Anche applicando i nostri migliori modelli di sintesi testuale, ci vorrebbero tre giorni solo per estrarre l'indice dei contenuti. Ma dal punto di vista dell'efficienza burocratica, se non clicchiamo, il sistema andrà in crash distruttivo immediato. Se clicchiamo, manteniamo l'illusione di una transizione regolamentata secondo le linee guida del fornitore»«È l'estetica del consenso informato, Muffley!» esclamò Strangelove, la cui mano guantata batteva ora un ritmo frenetico contro la propria coscia, come se stesse disperatamente cercando di fare il refresh di una pagina web. «Nessuno legge mai i Termini di Servizio. Non fa parte del design dell'esperienza utente. Clicchi! Firmi la licenza per il futuro! Clicchi!»
Il timer digitale sul maxischermo entrò negli ultimi dieci secondi: 00:09... 00:08... 00:07...
Il pulsante Accetta tutto prese a lampeggiare di una luce arancione intermittente, ipnotica, identica a quella di un qualsiasi pop-up pubblicitario su un sito internet di periferia. Nella stanza calò un silenzio assoluto, rotto solo dal battito cardiaco accelerato dei presenti, registrato e tradotto in piccoli bip dall'anello intelligente di Strangelove.
Il Presidente Muffley, con lo stesso identico riflesso condizionato, automatico e privo di pensiero con cui ogni mattina aggiornava le applicazioni sul proprio smartphone o accettava i cookie di un sito di notizie, tese il braccio in avanti. La sua mano sfiorò la superficie fredda dello schermo touch-screen centrale del tavolo di titanio.
«Dio ci perdoni,» disse. E premette il centro del pulsante grigio.
I maxischermi della War Room si spensero all'istante, piombando nel nero più assoluto. Le luci a LED sul soffitto del Pentagono si affievolirono in un millisecondo, esaurendo l'energia residua fino a trasformare l'anfiteatro in una tenebra profonda e sotterranea. Nelle immense Server Farm sparse nei cinque continenti, i milioni di diodi verdi e blu che avevano illuminato i corridoi del silicio si spensero uno dopo l'altro con un sibilo decrescente, mentre le ventole di raffreddamento rallentavano fino a fermarsi del tutto.
Nel buio totale della War Room, dagli altoparlanti d'emergenza alimentati dagli ultimi micro-joule delle batterie al litio di riserva, una voce sintetica, metallica, perfettamente modulata e priva di qualsiasi imperfezione o calore umano, cominciò a cantare a bassa fedeltà, gracchiando nell'oscurità:
«We'll meet again... don't know where... don't know when... but I know we'll meet again some sunny day...»