Appena entrati si veniva coccolati da un candido color crema che ricopriva il pavimento e le pareti. Davanti a sé vi erano due scalini azzurri che portavano ad un ripiano leggermente rialzato dove poco più in là vi era la console "esagonale". La console sembrava composta da onde bianche ricolme di pulsanti e leve. Il rotore temporale emanava una candida luce azzurra. Dietro la console vi era una scalinata, anch'essa azzurra, che portava in una balconata che si affacciava, dalla quale ci si poteva affacciare e vedere l'ingresso. Il soffitto sopra la balconata era viola, così come la colonna che la balconata circondava. La colonna sembrava un'estensione del rotore temporale. In alto a sinistra il soffitto veniva sostituito da una vetrata che mostrava un bellissimo cielo notturno. Tornando al piano terra verso destro vi era un corridoio che dava accesso al resto della struttura, mentre a sinistra, separato dal resto tramite una piccola parete con un grande schermo sopra, vi era un salottino caldo e accogliente. Si potevano notare svariate librerie in legno, una scrivania sempre in legno, con sopra lampade dalla luce arancione e invitante e svariate poltrone rosse. Quella era la zona preferita di Enoch, tanto è vero che passava la maggior parte del suo tempo lì a leggere e bere il tè. La merenda era praticamente sacra per l'ancestrale e a lei piaceva condividere storie con lui mentre si abbuffavano di gocciole.
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Sul capitolo intero. Le note ai passaggi stanno a margine del testo.
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