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Molto spesso la personalità della rigenerazione successiva era una conseguenza di quella precedente. Se c'era qualcosa di una determinata vita che al Signore del Tempo non aggradava, tendeva a correggerla in quella successiva. Ovviamente non era sempre così e vi erano infiniti altri fattori che influenzavano l'aspetto di una determinata rigenerazione. Tuttavia, il Guardiano era convinto che il suo quarto sé fosse stato influenzato dal terzo. Laddove il terzo era un ometto cicciottello, abbastanza pigro e poco dinamico, il quarto era un'esplosione di energia.
Aveva dei folti capelli neri e una barba dello stesso colore, anche se si incominciavano a vedere dei peletti grigi. Indossava quasi sempre una giacca verde, con sotto un vestito piratesco. Per lui l'avventura era tutto: adorava vivere sempre nuove avventure nello spazio, nel tempo e nel multiverso. Purtroppo, questo suo carattere sconsiderato, sfacciato e libertino lo faceva finire molto spesso nei guai.
Ancora ricorda di quella volta in cui salvò un regno del mondo conosciuto in altri universi come Codex Inverus, un mondo in cui le dimensioni magiche erano letteralmente crollate sopra il mondo materiale, dando vita a un universo davvero strano. Dopo aver sconfitto il mostro che terrorizzava il regno, il grassoccio Re organizzò una festa in suo onore, dove lui si era divertito un mondo. In quella vita adorava cantare e ogni tanto faceva il bardo: anche quella sera deliziò tutti con la sua voce.
Quella notte, fu svegliato da un forte rumore di due porte di legno che venivano sfondate. Subito dopo si ritrovò diverse lance puntate al collo.
<< Vostra maestà >> disse lui con un sorriso sornione << a cosa devo la vostra visita? >>

Il volto del Re divenne rosso come un peperone e si contraeva per la rabbia.
Ovviamente l'alieno sapeva di trovarsi nudo nella camera reale con tre bellissime donne. La mora era la Regina, mentre la bionda era una duchessa di un qualche regno lontano. La rossa, invece, era la servitrice della Regina e molto probabilmente anche la sua amante. La sera prima la Regina aveva desiderato una sua esibizione privata e chi era lui per negarle un simile volere? Le altre due si erano unite a loro successivamente.

Uno dei difetti di quella sua vita, che comunque non avrebbe mai ammesso all'epoca, era che non riusciva a tenere il suo "cacciavite sonico" nelle mutande per più di due minuti. Adorava le belle donne, forse fin troppo.
<< Portatelo nelle segrete! >> ordinò il Re alle guardie che subito presero di peso il Signore del Tempo.
<< No! Vi ordino di non fargli del male! >> ordinò loro la regina.
<< Non temere mia regina >> disse con voce seducente il Guardiano. << Non mi faranno del male >> concluse con un occhiolino al quale lei arrossì, così come le altre due.
Mentre le guardie lo scortavano fuori dalla porta, scoppiò a ridere. Il Guardiano trovava la situazione assai divertente. Una volta in cella, si rese conto di un piccolo dettaglio: era nudo. Lui non ne era infastidito, ma non si poteva dire lo stesso degli altri, soprattutto del goblin che lo fissava stranito. La piccola creatura grottesca e verde era seduta nell'angolo della cella, giocando con i suoi stracci di pelle che fungevano da indumenti.

<< Buon amico! Che cosa hai fatto per finire in questa cella? >> chiese il Guardiano. Un'altra cosa che adorava in questa vita era fare conversazione.
<< Ho rubato del denaro >> gli rispose il piccolo mostro con la sua voce gracchiante << tu invece? >>
<< Ho fatto sognare la Regina, la sua servitrice e la duchessa di un regno lontano >> rispose lui con un sorriso furbetto e il Goblin ridacchiò.
<< Il Re vorrà sicuramente la tua testa >>
<< Mio buon amico, metà dei mariti insoddisfatti del multiverso vogliono il mio scalpo, eppure sono ancora qui >> detto ciò, mostrò la mano destra dove teneva la chiave della cella. << Le guardie erano troppo disturbate dalla mia nudità per notare che stavo rubando loro la chiave >>. Aprì la serratura della porta e stordì la guardia con un tocco di due dita sulla fronte. Alcune volte era utile avere la telepatia dei Signori del Tempo.
<< Vieni? >> chiese l'alieno al Goblin, che non perse tempo e si precipitò dietro di lui. << Allora... per quanto sia liberatorio girare nudo, vorrei riavere i miei vestiti. Secondo te dove potranno mai essere? >>
<< Io lavoravo qui e so dove il Re tiene i vestiti degli amanti della Regina. Li considera quasi come dei trofei >> disse il piccolo essere.
<< Strano e se lo dico io che sono il Re delle stranezze, è tutto dire >>.
I due vagarono per tutto il castello utilizzando i passaggi della servitù, vie quasi segrete che nessun nobile o guardia mai percorreva. Superato un portone in ferro, si ritrovarono in una sorta di cabina armadio medievale. Vi erano vestiti di ogni taglia, colore, sesso e ceto sociale.

<< Mi piacciono le donne con una mente aperta! >> esclamò il Guardiano con gusto.
<< La regina ha ben altro di aperto >> borbottò sarcastico il Goblin e l'alieno scoppiò in una fragorosa risata.
Dopo essersi rivestito, le campane del castello suonarono all'unisono, chiaro segno che la sua fuga era stata scoperta.
<< È giunto il tempo di andarmene >> disse, e da una tasca tirò fuori un deltaplano. << Prima di andarmene promettimi una cosa, simpatico goblin. Mettiti al sicuro e proteggi anche la dolce serva della regina. La Duchessa, data la sua posizione, non subirà ripercussioni, ma lo stesso non si può dire della dolce rossa. Lo farei io, ma... potrei solo peggiorare la situazione >>.
<< Sarà fatto, e grazie per avermi liberato >> lo salutò il Goblin. L'alieno si buttò giù dalla finestra più vicina ridendo come un matto.
Atterrò ai confini della città, dove c'erano solo alcune casette di pietra e paglia. Si sentivano i versi degli animali notturni e il gracchiare delle rane, dato che poco più avanti un ponte di legno attraversava un fiume. La cosa più particolare era una piccola chiocciola che per superare una pozza d'acqua, si creò all'istante quattro zampe, per poi tornare normale una volta oltrepassata.

<< Adoro visitare nuovi mondi! >> urlò estasiato, per poi dirigersi verso il ponte cantando:
<< Ogni bella donna del multiverso sa! Che un posto nei miei cuori sempre avrà! E un'avventura di una notte con me vivràaaa! >>
Oltrepassato il ponte, sentì uno scricchiolio sotto i suoi piedi e sprofondò in una buca. Era una trappola. Fu subito circondato da quelli che sembravano degli animali antropomorfi inferociti, ma... beh, quella era un'altra storia.