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← Guardian Who: Stagione 1

Creato il 06/05/2026, 14:22 · Aggiornato il 06/05/2026, 14:24

Capitolo 1: Il Nexus

@saymanSayman
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Il Guardiano era convinto lui portasse sfortuna. Non era possibile che ogni volta che si prendeva un momento di pausa qualcosa andasse storto. Ok, aveva avuto molti momenti tranquilli di beato nulla, tipo gli ultimi suoi venti anni o giù di lì, ma il concetto rimaneva lo stesso. Inoltre, era arrabbiato. Come primo viaggio per mostrare le bellezze del multiverso a sua figlia e al suo nuovo amico defunto, aveva scelto il pianeta Pahvo, un pianeta situato in un universo che lui aveva visitato molte volte e che personalmente amava. Purtroppo, quando il Guardiano aveva azionato i comandi per poter atterrare sulla superficie, una luce fortissima investì la stanza e subito dopo Emily e Angel erano spariti. Spariti! Era mai possibile? Questo era il loro primo viaggio ed erano finiti chissà dove!

Dopo aver sfumato la frustrazione e essersi seduto sulla poltroncina di pelle bianca accanto alla console esagonale, gli venne in mente che sua figlia, come tutte le adolescenti, si portava sempre dietro un cellulare. Onestamente non ricordava che modello avesse, ma vivevano nel 2008, quindi sarà stato uno di quell'epoca, ma alla fine, tutto ciò che importava era che poteva hackerarlo e localizzarla.

Dopo aver smanettato sulla console, localizzò l'universo e il periodo storico dove si trovavano i due dispersi: la Londra Vittoriana dell'universo dove avevano vissuto. Prima che potesse abbassare la leva, fu interrotto da un bip molto familiare: era un messaggio in entrata da parte di una sua vecchia amica, la lantarite Pelia, una dei tanti abitanti dell'universo in cui si trovava ora. Il Guardiano, nella sua ultima vita, visitava molto spesso il negozio di antiquariato di Pelia e i due amavano discutere di roba vecchia, polverosa e antiquata come loro. Sì... si era proprio rigenerato. Ridacchiando, decise di ignorare il messaggio e di rileggerlo in un secondo momento: ora aveva da fare.

Dopo aver abbassato la leva, il suo TARDIS fu scosso da un tremendo scossone che gli fece sbattere la testa sulla console facendogli vedere le stelle. Nel mentre, tutte le luci tremolavano come impazzite e la console fumava e emetteva scintille!

Dopo essersi ripreso e aver imprecato, cercò di stabilizzare la sua nave senza successo. Per fortuna, il tutto durò pochi secondi. L'alieno realizzò che l'epoca in cui sua figlia era finita era inaccessibile e il TARDIS ci era rimbalzato contro. Urtato, decise di uscire per vedere dove fosse finito.

Una volta fuori, rimase a bocca aperta: si trovava in un deserto infinito e grigio, la sabbia interrotta solo da qualche spuntone roccioso qua e là

Una volta fuori, rimase a bocca aperta: si trovava in un deserto infinito e grigio, la sabbia interrotta solo da qualche spuntone roccioso qua e là. Era notte fonda e nel cielo si poteva osservare uno degli spettacoli più belli dell'intero universo. Immense sfere, di dimensioni variabili, orbitavano lentamente attorno al deserto o almeno questa era la sensazione che il Guardiano provava. Le sfere erano luminose e piene di stelle. All'alieno ci vollero pochi secondi per capire che quelle sfere non erano altro che multiversi e megaversi e che lui si trovava nel Nexus, la dimora del suo vecchio amico Enoch. Per qualsiasi altro mortale sarebbe stato impossibile o quasi capire che luogo fosse quello, ma Enoch era stato uno dei suoi compagni di viaggio e gli aveva spiegato come si manifestava la sua casa e cosa doveva aspettarsi se ci fosse mai andato.

Il Guardiano sapeva che quello era solo lo strato più esterno del Nexus, il luogo da cui si poteva ammirare la totalità della creazione e raggiungere qualsiasi dimensione esistente, anche metafisiche. Da quanto ricordava, grazie a un'immagine mentale di Enoch stesso, gli altri strati del Nexus tendevano ad assumere l'aspetto del luogo più caro o preferito della persona in questione, per non parlare dei bellissimi giardini, delle fontane, dei templi dorati e della famosissima biblioteca di Kósmos, la biblioteca delle biblioteche, così immensa e potente da avere una volontà propria, così come il Nexus stesso, anche se erano comunque collegati allo stesso Enoch. Al centro di tutto c'era una bellissima luce che riscaldava e illuminava quel luogo, e quella luce era il vero aspetto del suo vecchio amico, un aspetto che si poteva vedere solo in modo limitato e da "lontano", altrimenti si veniva ridotti in cenere tanta era la sua potenza.

In quel momento, però, lui sentiva solo un senso di disagio emanarsi da quel luogo e il suo istinto gli diceva di rimanere nello strato più esterno e non avventurarsi oltre. Si girò per tornare al suo TARDIS, ma questo era stato sostituito da un gigantesco edificio in pietra dello stesso colore del deserto. Nonostante il colore, l'edificio era riccamente decorato da bassorilievi, statue e colonne corinzie fuse alla grande parete.

Mentre il Guardiano iniziava a salire la scalinata che si trovava davanti a lui, notò che parte delle mura erano composte da librerie piene di libri

Mentre il Guardiano iniziava a salire la scalinata che si trovava davanti a lui, notò che parte delle mura erano composte da librerie piene di libri. Un fatto che trovava strano e insolito, ma sapeva bene che nel Nexus le regole della logica non avevano valore e le cose strane erano all'ordine del giorno. Prima la libreria non c'era, un attimo dopo era lì, come se fosse la normalità in quel luogo.

Giunto ai piedi del grande portone in legno, anch'esso grigio e finemente decorato, questo si aprì automaticamente, come se avesse percepito la sua presenza.

<< Non è affatto inquietante >> mormorò a se stesso, prima di incamminarsi verso gli interni scuri e tetri.

<< Non è affatto inquietante >> mormorò a se stesso, prima di incamminarsi verso gli interni scuri e tetri

Gli interni erano scarsamente illuminati come il resto del luogo, ma non per questo meno maestosi. Maestose e infinite librerie si snodavano lungo tutte le pareti dell'edificio. Il soffitto a volta, riccamente decorato, era sorretto da imponenti colonne corinzie. Il pavimento era interamente ricoperto di sabbia, rendendo la camminata difficoltosa. Oltre alla sabbia, diversi libri erano sparsi per terra. Il Guardiano ne raccolse uno e lo aprì. Improvvisamente, un orribile mostro tentò di strappargli la faccia.

Fortunatamente, l'alieno riuscì a schivare l'attacco e a lanciare il libro lontano da sé

Fortunatamente, l'alieno riuscì a schivare l'attacco e a lanciare il libro lontano da sé. La grottesca creatura nera fissò su di lui i suoi occhi neri e famelici e, dopo aver fatto spuntare dalle pagine due zampe artigliate, iniziò a corrergli incontro. Di tutta risposta, il Guardiano cominciò a recitare il più famoso esorcismo di sempre, o almeno sulla Terra o nella maggior parte delle sue varianti:

 Di tutta risposta, il Guardiano cominciò a recitare il più famoso esorcismo di sempre, o almeno sulla Terra o nella maggior parte delle sue varianti:

Il mostro però non sembrò rallentare, così l'alieno sbuffò: << Ho capito... non sei abramitico né un demone! >> Detto questo, corse in giro per depistare la bestia, per poi arrivarle alle spalle e chiudere il libro intrappolandola. Esausto, si buttò a terra.

<< Enoch! Che razza di libri hai nella tua biblioteca?! >>

Il Guardiano osservò le condizioni del luogo, decadente e apparentemente vuoto, segno che si trovava dopo la caduta del suo amico. Doveva muoversi in fretta. Chissà quali altre creature si aggiravano tra quei libri e quei sinistri corridoi. Eppure, era sempre stato una persona molto curiosa e voleva vedere quali altri libri vi erano.

Si rialzò, spolverò la giacca dalla sabbia e si avviò verso il muro più vicino. Notò un libro intitolato "I Segreti degli Universi", scritto dall'Arcangelo Michele in persona. C'erano anche libri molto più mediocri su vari mondi e civiltà e uno che narrava le vicende di Bob, un toro umanoide che viveva in una fattoria di polli robot o almeno così sembrava dalla copertina.

 C'erano anche libri molto più mediocri su vari mondi e civiltà e uno che narrava le vicende di Bob, un toro umanoide che viveva in una fattoria di polli robot o almeno così sembrava dalla copertina

C'era anche un libro intitolato "Le Cronache di Enoch Vol. 1". Sulla copertina si vedeva l'immagine elegante del suo amico che precipitava a terra. Lo aprì e ridacchiò, ripensando a quella vecchia avventura. Quando fece per rimetterlo a posto, il libro sparì nel nulla.

<< Strano >> pensò ad alta voce. Si girò e vide che il paesaggio era cambiato ancora una volta. O meglio, era la stessa biblioteca di prima, solo che il corridoio aveva una conformazione diversa e al centro vi era un piedistallo illuminato da una luce calda. Su di esso c'era un libro azzurro con rifiniture dorate. Curioso, il Signore del Tempo si avvicinò e notò che sulla copertina vi era scritto in gallifreyano "Guardian Who: La caduta del Tredicesimo Guardiano".

 Curioso, il Signore del Tempo si avvicinò e notò che sulla copertina vi era scritto in gallifreyano "Guardian Who: La caduta del Tredicesimo Guardiano"

La vista del titolo non lo turbò più di tanto, anzi, rese solo più concreta la certezza che un giorno sarebbe effettivamente morto. Sapeva che questa era la sua ultima vita, non era una novità. Quel libro sembrava un promemoria che doveva vivere la sua ultima vita al meglio, perché un giorno sarebbe finita. Ma questo non era vero per tutti gli esseri viventi? Nulla dura per sempre ed era meglio godersi il viaggio prima di arrivare al capolinea. Con un sorriso sulle labbra, il Guardiano decise che era davvero giunto il momento di andarsene, ma non prima di aver preso il libro. Non lo avrebbe letto, non si scherza con il futuro, ma se la biblioteca glielo aveva mostrato un motivo c'era e sapeva per certo che doveva portarlo con sé.

Una volta uscito e sceso tutte le scalinate, quel magico e tetro posto scomparve così come era arrivato e al suo posto c'era ancora una volta il suo TARDIS. Entrato, aprì una sezione della sua console e vi buttò dentro il libro.

<< Mia vecchia amica >> disse << fammi ritrovare questo libro solo quando ne avrò veramente bisogno. Nel frattempo, nascondilo nel tuo antro più profondo >>.

Detto ciò, cercò di far smaterializzare la nave senza successo, quindi tornò fuori ad osservare i vari multiversi nel cielo. Il Nexus era un posto privo di una vera e propria logica, quindi decise di fare una cosa folle e illogica per andarsene. Allungò la mano destra verso il cielo e afferrò uno dei tanti multiversi. Normalmente era solo una questione di grafica, era impossibile afferrare un multiverso con le mani, ma qui invece lo era. Il Signore del Tempo si ritrovò meravigliato dal "piccolo" multiverso che teneva sulla sua mano. Il Guardiano osservò la sfera che mostrava Emily e Angel che scappavano da qualcosa. Era giunto il momento di raggiungerli. Non fece nemmeno in tempo a pensare di andare da loro che si ritrovò a dare una musata sul petto di Angel.

<< Papà?! >> lo osservò sorpresa Emily.

Note di capitolo

Se vi è piaciuta la rappresentazione dello strato esterno del Nexus, il deserto per intenderci, ringraziate l'autore th3vflxsh! Avevo creato l'immagine per la sua serie, ma mi sembrava un peccato non utilizzarla anche nella mia^^ XD.

Detto ciò, ci vediamo!

Commenti

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Sul capitolo in generale

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