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Creato il 30/07/2026, 21:09 · Aggiornato il 30/07/2026, 21:11

Capitolo 1: Il cuscino arancione

@alexisnovariaeAlexis Novariæ
GeneraleIn corso

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Nel racconto è citata una canzone, di cui sono dati gli estremi e il link in nota. Ascoltatela: è parte integrante del testo.


9:00

Mi sveglio, in questa piccola stanza illuminata dagli spiragli di luce tra le fessure della tapparella.

Non sei accanto a me, vedo solo il cuscino arancione su cui ti sei addormentata abbracciata a me, tra le lenzuola spiegazzate. Ti cerco con lo sguardo, senza levare il capo, ma non ci sei. Tendo l'orecchio, ma nemmeno ti sento muovere per casa: è tutto silenzio, non fosse per qualche macchina che passa giù in strada.

Dalle pareti le Bisce d'acqua di Klimt mi guardano maliziose, voluttuosamente avviluppate in abbracci sensuali, ma la loro compagnia non mi basta. Mi alzo e ti cerco in ogni angolo, senza chiamarti. Non ci sei, né in cucina, né in bagno. Sospiro.

Sul fornello è ancora la pentola con l'acqua, assieme al pacchetto di spaghetti aperto lì a fianco: ieri sera li abbiamo scordati, chissà se oggi andrà diversamente. Richiudo il pacchetto, lasciandolo vicino al fornello.

Raccolgo da terra la coperta leggera che ieri sera hai steso su di me quando sono svenuta ed è venuto il vicino di casa, assieme al panno ancora umido con cui mi hai fatto l'impacco alla testa. Tasto dove ho sbattuto, non dolora quasi più. Ancora non mi hai detto cosa è successo, amore, ma non voglio forzarti, visto il disagio che quel pensiero ti porta: me ne parlerai, ma solo quando te la sentirai. Ripiego la coperta e la poggio sul letto, lascio il panno umido in bagno.

Non fa più caldo come ieri sera, quindi cerco il pigiama, che ricordo aver lasciato sulla sedia in cucina. Mentre lo raccolgo, noto un foglio piegato sul tavolo, tenuto chiuso da una penna appoggiata. Lo apro e sorrido, riconoscendo la tua grafia da bambina:

Cara piccola Luna...

Da poco mi son svegliata, in questo primo mattino dell'anno, e... ho trovato una ragazza nel mio letto! Sarà caduta dal cielo? Sarà uscita dai miei sogni? Chissà...

È bellissima, sai? Ha la pelle candida come il latte, lisci capelli castani scurissimi e i lineamenti del viso son morbidi come la Venere del Botticelli. Con due labbra rosa che sembran disegnate.

Dorme come un angioletto ora, a pancia in giù e il viso rivolto a me. Devo trattenermi dal ridere, perché sbuffa ad ogni respiro in modo molto buffo, sollevando i capelli sparsi sul viso. È coperta fino a metà schiena, ma un piede birichino penzola fuori dal letto.

Ripensandoci, credo proprio venga dai miei sogni. Sai, stanotte ho sognato di incontrarla in stazione e già sentivo che mi piaceva moltissimo. Siamo venute a casa e... è diventata la mia ragazza! Per tuuuuuutta la notte abbiamo parlato, giocato, scherzato e ci siamo coccolate. Non è rimasto tempo per cenare. Effettivamente non era importante.

Quando si sveglierà avrà certamente una fame da lupo, corro a prenderle una bella colazione.

Tu, frattanto, vedi di non svegliarla...

Il biglietto termina col segno delle tue labbra in rossetto rosso.

Non sono ancora abituata alla gioia costante d'averti con me, amore mio: alla dolcezza di queste tue parole, il cuore torna a gonfiarsi e le lacrime non tardano. Rileggo il biglietto più e più volte, mentre mi asciugo gli occhi col dorso della mano, immaginando le belle dita che hanno tracciato quei segni e le morbide labbra che li hanno suggellati con un bacio. Sospiro alla nostalgia di quelle dita e labbra che ora non son qui poggiate su di me. Mi mancano da morire...

Raccolgo il pigiama dalla sedia. Dalla manica scivola un biglietto, che ha una faccina arrabbiata disegnata sopra, accompagnata da alcune parole:

Ecco, sapevo che l'avresti svegliata!
Ora ti senti le tue: vai allo stereo e premi PLAY.

Rido a questo inatteso comando perentorio e subito obbedisco. Mi avvicino al piccolo stereo di fronte al divano e avvio la riproduzione. La melodia di una fisarmonica accompagna una dolcissima voce di donna, che immagino subito sia tu:

I feel good, I feel fine... [1]

Rimango di sasso. Ascolto i versi con stupore crescente: questa canzone parla di noi! Qualcosa nel cuore che non posso nascondere, i fiori che sbocciano, le nostre preghiere esaudite, il tuo dolce profumo: è la nostra storia! Senza accorgermene mi avvicino alle casse e mi metto in ginocchio, mentre le parole mi avvolgono, come fossi tu stessa ad abbracciarmi. Non passano nemmeno due strofe e le lacrime rigano di nuovo le mie guance. Torna, amore mio, torna al più presto: ho bisogno di te!

... just you and me.

La bellissima canzone finisce. Nel silenzio, rimango inginocchiata a fissare inebetita la superficie grigia delle casse, tirando su col naso, incapace di contenere le fortissime emozioni che sto provando. Cosa mi hai fatto, amore?? Mi hai stregata! Non faccio in tempo ad alzarmi dal letto che già sento la tua mancanza, come mi mancasse l'aria.

Mi asciugo gli occhi col braccio e faccio per premere nuovamente su PLAY, ma mi trema la mano: non sono sicura di reggere una seconda volta, senza averti qui a fianco a me. Deglutisco incerta. Resisterò? Non credo. Fra poco arriverai e mi troverai qui, io ti guarderò e non saprò se piangere di gioia o ridere di felicità. Per certo riderò di me stessa, che ai tuoi occhi sarò uno spettacolo esilarante: nuda, in ginocchio davanti allo stereo, a piangere come una bambina. Al solo pensiero, ne rido già ora...

9:20

Una breve vibrazione dal tavolo mi fa sobbalzare. Dev'essere uno squillo di Alessandro, vuole che legga i suoi messaggi. Lascio di malavoglia lo stereo, metto il pigiama e prendo con riluttanza il telefono. Alle, ti prego, sii breve: non mi va di parlare con nessuno.

A. – [msg] Buon anno, Lu! Allora com'è andata?

L. – [msg] Bene.

A. – [msg] Ottimo! Però ne so quanto prima.

L. – [msg] Se ti dico che è andata bene, secondo te che significa?

A. – [msg] Eddai, dammi qualche dettaglio! Con tutte le paturnie che ho dovuto sopportare, credo di meritarlo.

Sospiro rassegnata. Sì, te lo devo.

L. – [msg] Le ho detto che mi piace, lei ha risposto che le piaccio anch'io. Fattelo bastare.

A. – [msg] Col cavolo che mi basta! Poi che altro ha detto?

Non voglio risponderti, zuccone, non lo capisci?? Resto col telefono in mano e faccio passare qualche minuto.

A. – [msg] Vabbè, lasciamo perdere. Sei a casa?

L. – [msg] A casa sua.

A. – [msg] Hai passato la notte da lei???

Ecco, non dovevo dirtelo.

L. – [msg] Sì.

A. – [msg] Ti rendi conto che sei una cretina a non averglielo detto prima?

L. – [msg] Piantala con quel c...o di tono! Tu non sei mai andato da un ragazzo a dirgli che ti piace!

A. – [msg] Certo ma, da come mi parli di lei, non avevo dubbi che avrebbe risposto così.

L. – [msg] Alle, tu la fai troppo facile.

A. – [msg] E tu troppo difficile, testona! I fatti parlan da sé.

Non lo ammetterò mai, lo sai.

L. – [msg] Non dirlo a mamma e papà.

A. – [msg] Certo, ci mancherebbe.

Mamma e papà.

Pur volendoci un bene dell'anima, sappiamo entrambi che in fondo in fondo queste notizie sperano sempre di non riceverle. Glielo dirò, ma non ora.

A. – [msg] Me la saluti?

L. – [msg] No.

A. – [msg] Pazienza.

Sorrido, immaginandoti sospirare.

L. – [msg] :-*

Note di capitolo

[1] La canzone è Joy, di Gisella Cozzo (1994): https://www.youtube.com/watch?v=cfvZ_6be-jY

Commenti

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